Presentata la seconda edizione di Performing Festival: a Catanzaro il villaggio delle arti performative
Dal 7 al 14 marzo spazio a danza, musica, arti visive, tecnologia, esibizioni, workshop e talk di approfondimento, aperti a tutti e gratuiti
Dal 7 al 14 marzo 2026 Catanzaro torna capitale nazionale delle arti performative con la seconda edizione di Performing Festival, promosso dall’Accademia di Belle Arti di Catanzaro e ospitato quest’anno nel Polo fieristico “Cav. G. Colosimo”, nel quartiere marinaro del capoluogo, trasformato per l’occasione in un vero e proprio villaggio dedicato alla performance. Una scelta che segna un passo avanti nel percorso del festival: non solo uno spazio che accoglie eventi, ma un ecosistema culturale abitabile dove talk, workshop, live, performance, musica, cinema e arti digitali convivono ogni giorno in un unico grande ambiente. Tutti gli eventi sono gratuiti e pensati per favorire incontro, attraversamento e permanenza, offrendo al pubblico la possibilità di vivere il festival come esperienza quotidiana e condivisa.
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Portare il festival nel quartiere marinaro significa anche spostare il baricentro della produzione culturale verso le aree più periferiche della città. Il Polo fieristico “Cav. G. Colosimo” diventa così un contenitore urbano funzionale per avvicinare l’arte performativa ai residenti dei quartieri più popolosi, alla comunità universitaria e a chi arriva da fuori città, grazie a una logistica più accessibile e a spazi ampi e inclusivi. Un’impostazione che rafforza la vocazione sociale del festival, con l’obiettivo di abbattere le distanze tra centro e periferia e promuovere partecipazione e coinvolgimento intergenerazionale.
Cuore scientifico dell’edizione sarà la presentazione dei risultati delle ricerche in campo artistico, in programma il 7 marzo alle ore 10.30 al Complesso monumentale San Giovanni di Catanzaro. L’incontro, a cura di Simona Caramia, vedrà gli interventi di Elena Bellantoni, Simone Bergantini, Matilde De Feo, Luana Perilli e Fabio Sandri. La mostra resterà visitabile fino al 15 maggio negli spazi del complesso monumentale. Interverranno inoltre Virgilio Piccari, Simona Caramia e Luca Panaro, insieme agli artisti, a testimonianza di come Performing sia non solo evento spettacolare ma laboratorio di produzione di conoscenza.
Tra gli appuntamenti di punta: il 7 marzo alle 21 il concerto Electro PRMG Act con Godblesscomputers; l’8 marzo alle 19.30 la proiezione del film “Eno” di Gary Hustwit, dedicato al pioniere dell’arte sonora e generativa Brian Eno, con presentazione di Sonia Golemme e Dobrila Denegri; il 14 marzo alle 10.30 la lectio magistralis di Alfredo Jaar, introdotta da Simona Gavioli e Dobrila Denegri. In programma anche workshop su intelligenza artificiale, live coding, teatro-danza, BrainSound e conservazione della software art, oltre a performance delle nuove generazioni, concerti e talk internazionali.
Al Villaggio Performing spazio anche a istituzioni formative nazionali e internazionali come la Escuela de Arte y Superior de Diseño de Alicante, l’Université de Constantine 3, l’Università delle Arti di Tirana, la Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) di Roma e l’Accademia di Brera di Milano.
Ad anticipare il festival sarà Performing OFF, in programma il 6 marzo alle 18 all’Ex Stac, con l’esposizione delle opere dei dottorandi dei progetti Performing Arts and Cultural Heritage (ABA Catanzaro) e Innovations, Technologies and New Materials for Arts (ABA Napoli), a cura di Dacia Palmerino e Andrea Grosso Ciponte. Dal 9 all’11 marzo, invece, lo Student House “Ernesto Pucci” ospiterà un laboratorio sulla rigenerazione dei luoghi urbani coordinato dal professor Giacomo Costa.
Nel segno della responsabilità civile, al Polo fieristico “Cav. G. Colosimo” sarà allestita un’area merchandising il cui intero ricavato sarà devoluto a Emergency, a sostegno delle attività umanitarie e della promozione di una cultura di pace.
«La seconda edizione del Performing Festival chiude un cerchio che ha abbracciato due anni di lavoro – ha spiegato Virgilio Piccari, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro –. La nostra istituzione ha coordinato un progetto che ha coinvolto 11 importanti realtà del comparto Afam e universitario italiano. Abbiamo fortemente voluto costruire un luogo aperto a tutti in cui dare forma all’idea che l’arte sia un collante sociale e un motore di sviluppo per il territorio».
«È stato fin qui un percorso interessante e articolato, nel corso del quale ci siamo riscoperti comunità – ha aggiunto Simona Caramia, coordinatrice scientifica del progetto –. Il Villaggio Performing nasce dall’idea di comunità che si incontra e trova sintesi in uno spazio capace di declinare il linguaggio dell’arte performativa in chiave transdisciplinare».
Soddisfazione anche da parte dell’amministrazione comunale. «Siamo felici di aver accompagnato sin dall’inizio eventi come questo – ha detto Donatella Monteverdi, assessora alla Cultura del Comune di Catanzaro –. Il Villaggio Performing rappresenta l’apice di un progetto che offre al Polo fieristico una nuova declinazione e rafforza la visione di una città policentrica».
Con la seconda edizione, Performing Festival consolida così il proprio ruolo di laboratorio permanente sulle arti performative, mettendo in relazione produzione artistica, formazione avanzata, nuove tecnologie e memoria dei luoghi, e trasformando Catanzaro in un crocevia nazionale di sperimentazione e dialogo culturale.