Premio IusArteLibri 2026, Marisa Manzini sul podio con "Il Coraggio di Rosa"
Il magistrato ottiene il terzo posto al concorso "Miglior Romanzo IusArteLibri 2026 – Il ponte della Legalità" con un'opera dedicata al coraggio di chi sceglie lo Stato contro la 'ndrangheta
Un importante riconoscimento per il magistrato Marisa Manzini, da anni impegnata nella lotta alla criminalità organizzata. Il suo romanzo d'esordio, Il Coraggio di Rosa. Storia di una donna che ha ripudiato la 'ndrangheta, pubblicato da Rubbettino, ha conquistato il terzo posto al concorso "Miglior Romanzo IusArteLibri 2026 – Il ponte della Legalità", ottenendo 584 voti di gradimento.
La cerimonia conclusiva si è svolta a Pontremoli, nell'ambito della 74ª edizione del Premio Bancarella, premiando un'opera che ha saputo distinguersi non solo per le qualità narrative, ma anche per il forte valore civile e sociale del messaggio che trasmette.
Il risultato è maturato grazie alle preferenze espresse dagli E-lettori dei Collegi di Roma, Roccella Jonica e Massa-Pontremoli, a conferma dell'apprezzamento riscosso da un libro che affronta uno dei temi più delicati della società contemporanea.
Il romanzo racconta la vicenda di Rosa, moglie di un boss mafioso che decide di rompere con il proprio passato e collaborare con la giustizia, scegliendo di schierarsi dalla parte dello Stato. Attraverso questo personaggio, Marisa Manzini, magistrato costretto da anni a vivere sotto scorta per il suo impegno nelle Procure italiane, offre uno spaccato della Calabria che resiste alla criminalità organizzata, restituendo voce e dignità a chi trova il coraggio di ribellarsi e di immaginare un futuro diverso per i propri figli.
Il premio si inserisce nel percorso del concorso IusArteLibri, ideato dall'avvocato Antonella Sotira Frangipane e dedicato quest'anno al tema "Non c'è futuro senza memoria", manifestazione che promuove l'incontro tra diritto, cultura e impegno civile.
Il terzo posto conquistato da Marisa Manzini rappresenta così un riconoscimento al valore della letteratura come strumento di educazione alla legalità e di diffusione della memoria, confermando l'impatto di un'opera che unisce l'esperienza maturata nelle aule di giustizia alla forza del racconto, trasformando una storia di riscatto in un messaggio di speranza per l'intera comunità.