Piscina Olimpionica, i genitori degli atleti di Kroton Nuoto: «Costi fuori misura»
La nuova tariffa di 35 euro l’ora per corsia porta il costo mensile dello spazio acqua a 1.680 euro. I genitori della ASD Kroton Nuoto chiedono al Comune trasparenza e sostenibilità
CROTONE — Le nuove tariffe per l’utilizzo agonistico della Piscina Olimpionica di Crotone fanno discutere. A sollevare la questione sono i genitori degli atleti della ASD Kroton Nuoto, che esprimono forte preoccupazione per l’impatto economico che il nuovo tariffario rischia di avere sulle società sportive e, di conseguenza, sulle famiglie.
Al centro della contestazione c’è la progressione dei costi per l’utilizzo delle corsie. «Da circa 300 euro mensili per corsia si è passati a 16 euro l’ora», ricordano i genitori, sottolineando come anche la tariffa precedente fosse già considerata onerosa. Ora, con la Delibera di Giunta n. 323 del 7 settembre 2026, pubblicata l’8 settembre, il costo è stato portato a 35 euro l’ora per corsia.
I numeri restituiscono con immediatezza la portata dell'aumento. Con il tariffario dell’ottobre 2025, una società FIN con sede a Crotone poteva utilizzare una corsia in vasca lunga per sei giorni alla settimana, due ore al giorno, pagando circa 300 euro al mese, con un massimo di 10 atleti.
Successivamente, la tariffa di 16 euro l’ora, considerando 48 ore mensili, aveva portato il solo costo della corsia a 768 euro al mese, con il limite ridotto a otto atleti. Con l’attuale tariffa di 35 euro l’ora, lo stesso utilizzo arriva invece a 1.680 euro mensili, sempre per un massimo di otto atleti.
Secondo i calcoli riportati dai genitori, il costo della corsia è aumentato del 156% nel primo passaggio e di circa il 119% nel secondo, arrivando a un incremento complessivo di circa il 460% rispetto ai 300 euro iniziali.
A piena occupazione, il solo spazio acqua per atleta passerebbe così da circa 30 euro mensili a 96 e infine a 210 euro, senza considerare le ulteriori spese necessarie per sostenere una stagione agonistica: tecnici, preparatori, trasferte, attrezzature e organizzazione sportiva.
Ma per i genitori c’è un ulteriore elemento che rende difficile comprendere la nuova tariffazione. L’Accordo tra Comune e FIN, viene sottolineato, pone direttamente a carico del Comune di Crotone la termogestione e il riscaldamento, il trattamento e il consumo dell’acqua e il consumo dell’energia elettrica, con i relativi contratti intestati e pagati direttamente dall’Ente.
Da qui la domanda sollevata dalle famiglie: quali costi deve realmente coprire una tariffa di 35 euro l’ora per corsia, se le principali utenze della struttura restano già a carico della collettività?
La questione, secondo i genitori, assume poi una dimensione ancora più ampia se confrontata con le tariffe previste per altre discipline sportive. Nel medesimo tariffario, infatti, vengono richiamate formule mensili per gruppi di atletica da 60 o 100 euro per tre allenamenti settimanali, mentre per una squadra giovanile di calcio dilettantistico operante sul territorio è prevista una quota di 300 euro al mese, comprensiva di allenamenti e partite.
«È evidente che impianti diversi abbiano costi diversi», precisano i genitori, «ma resta difficile giustificare una sproporzione così marcata proprio a carico del nuoto agonistico».
Ed è qui che, secondo le famiglie, emerge la principale contraddizione: la piscina è destinata a essere un Centro Federale di Alta Specializzazione, con l’obiettivo di sostenere la crescita del movimento natatorio e dell’attività agonistica sul territorio.
La stessa Delibera n. 323, ricordano i genitori, richiama tra le finalità dell’Accordo quella di sostenere lo sviluppo della pratica sportiva agonistica e di creare un polo territoriale dedicato alla formazione degli atleti delle società sportive locali.
Per questo, la domanda posta è se un aumento così significativo dei costi sia realmente compatibile con gli obiettivi dichiarati del Centro Federale.
A preoccupare ulteriormente le famiglie è anche la cancellazione della precedente agevolazione riservata alle ASD crotonesi e l’introduzione di un regime tariffario più rigido, senza riduzioni specifiche per l’utilizzo della piscina.
Il rischio, secondo i genitori, è che il peso economico finisca inevitabilmente per ricadere sulle famiglie, rendendo più difficile per molti giovani continuare a praticare nuoto agonistico.
«Non chiediamo privilegi, né gratuità. Chiediamo coerenza, trasparenza e sostenibilità», è la posizione espressa dai genitori degli atleti.
La richiesta, dunque, è quella di un confronto con l’amministrazione comunale per verificare la sostenibilità delle nuove tariffe e la loro coerenza con la funzione che la Piscina Olimpionica di Crotone dovrebbe svolgere.
Un Centro Federale nato con l’obiettivo di valorizzare l’agonismo, sostengono le famiglie, dovrebbe rappresentare un'opportunità per il movimento sportivo crotonese e per i suoi giovani atleti, non diventare un ulteriore ostacolo economico per le società e per le famiglie che ogni giorno investono tempo e risorse nello sport.
I genitori degli atleti
ASD Kroton Nuoto