Pino Greco: «Bonifica di Crotone dimenticata, mentre Eni Rewind cambia amministratore delegato»

Bonifica del Sin, barriera idraulica, commissario e cambio ai vertici di Eni Rewind: Pino Greco riaccende l’attenzione sulle questioni ancora aperte

A cura di Redazione
18 settembre 2026 20:00
Pino Greco: «Bonifica di Crotone dimenticata, mentre Eni Rewind cambia amministratore delegato» - Foto: Redazione
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Dopo il clamore degli ultimi mesi, sul risanamento del Sin sembra essere calato il silenzio. Ma restano aperte le questioni sulla rimozione dei rifiuti fronte mare, sulla barriera idraulica e sulla nomina del nuovo commissario.

C’è il rischio che la bonifica del Sin di Crotone torni a scivolare nel dimenticatoio. È questa la preoccupazione espressa da chi, da anni, segue da vicino una delle vicende ambientali più importanti per il futuro del territorio crotonese.

Dopo le polemiche, le denunce, i ricorsi e le numerose riunioni istituzionali, l’attenzione sulla bonifica sembra essersi progressivamente abbassata. Eppure il risanamento ambientale resta una delle condizioni decisive per immaginare un nuovo percorso di sviluppo per Crotone.

Il tema è tornato brevemente al centro dell'attenzione durante l'estate, quando è stata avanzata al Ministro dell’Ambiente la richiesta di sospendere la rimozione dei rifiuti nell’area fronte mare, collegando l’intervento alla necessità di operare sulla barriera idraulica.

Una richiesta che solleva interrogativi. La barriera idraulica, infatti, non è una struttura assimilabile a una diga: il sistema è costituito da circa quaranta pozzi di emungimento, gestiti attraverso centraline che convogliano i volumi da trattare verso il depuratore del Corap. Secondo le stime riportate, a regime la capacità complessiva di trattamento sarebbe di circa 1,4 milioni di metri cubi l’anno.

Da qui la domanda posta da chi richiama l’attenzione sulla vicenda: qualora fosse necessario intervenire sulla barriera idraulica, sarebbe davvero indispensabile fermare contestualmente le attività di rimozione dei rifiuti?

Il timore è che il percorso della bonifica possa subire un nuovo rallentamento dopo anni caratterizzati da passaggi amministrativi, confronti istituzionali e contenziosi.

Il nodo del commissario

A preoccupare è anche un'altra questione: la mancata nomina del nuovo commissario per la bonifica dopo la rimozione del Generale Emilio Errigo. L’incarico risulta ancora vacante e la designazione compete alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, su indicazione del ministro competente.

È proprio questo, secondo la riflessione contenuta nell’intervento, uno dei temi sui quali sarebbe stato opportuno concentrare l’attenzione del Governo: riportare a pieno regime una struttura commissariale chiamata a seguire un procedimento tanto complesso quanto strategico per il territorio.

Tra le proposte avanzate c’è anche quella di un maggiore coinvolgimento dell’Università della Calabria, che potrebbe mettere a disposizione competenze scientifiche e professionalità provenienti dai suoi dipartimenti, anche alla luce dell’attività già svolta da alcuni esperti sul territorio.

Il cambio ai vertici di Eni Rewind

Nel frattempo, lontano dai riflettori, è arrivata un'altra novità destinata ad avere un peso nella gestione della vicenda.

Il 26 luglio è stata nominata Clara Andreoletti, ingegnere, nuovo Amministratore delegato di Eni Rewind, prendendo il posto di Paolo Grossi, figura ormai nota a Crotone proprio per il ruolo ricoperto nella società impegnata nelle attività di risanamento.

Un avvicendamento ai vertici che arriva in una fase particolarmente delicata del percorso di bonifica e che, secondo la riflessione, avrebbe meritato maggiore attenzione pubblica.

Alla nuova amministratrice delegata viene rivolto l’auspicio di poter costruire un rapporto rinnovato con il territorio crotonese, dopo anni nei quali il confronto tra la comunità locale e Eni Rewind è stato spesso segnato da tensioni e contrapposizioni.

La questione, però, resta più ampia del semplice cambio ai vertici della società. Per Crotone, il punto centrale continua a essere il completamento del risanamento ambientale. Un passaggio dal quale, secondo chi segue da anni la vicenda, dipende anche la possibilità di parlare concretamente di una nuova stagione di sviluppo.

Il rischio, altrimenti, è che dopo il clamore iniziale tutto torni nel silenzio, mentre le lancette della bonifica rimangono ancora una volta ferme.

pino greco redazione

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