Pietro Barbalonga, l’anno del grande maestro: mostre e studi tra Aiello Calabro e Cosenza
Nel quarto centenario della morte, esposizioni fotografiche, documenti d’archivio e incontri scientifici riscoprono l’opera dell’artista della Tarda Maniera
Aiello Calabro - Un grande progetto di riscoperta e valorizzazione accende i riflettori su Pietro Barbalonga, definito "grande maestro" della Tarda Maniera. L'iniziativa, promossa dal Comune di Aiello Calabro (CS) con la cura scientifica dello storico dell'arte Gianfrancesco Solferino, trova in questi giorni la sua prestigiosa cornice espositiva a Cosenza, grazie alla sinergia con l'Archivio di Stato.
Le celebrazioni barbalonghiane hanno preso il via ad Aiello Calabro il 23 aprile scorso, in occasione del quarto centenario della morte avvenuta ad Aiello – dove abitava, lavorava e aveva famiglia – nel 1626, con una conferenza di approfondimento storico-artistico, proseguendo il 2 e 3 maggio con la mostra fotografica a Palazzo Cybo, sempre ad Aiello.
Dal 5 giugno, la mostra “Bizzarre invenzioni tra architettura e scultura. Pietro Barbalonga artista della Tarda Maniera ad Aiello Calabro” si è spostata a Cosenza, in occasione della "Notte degli Archivi" (all’interno del festival nazionale Archivissima), allestita nel chiostro dell’Archivio di Stato di Cosenza. L'esposizione, organizzata dall'Amministrazione comunale di Aiello Calabro per far conoscere l'eredità artistica del maestro sul proprio territorio, e accolta e ospitata dall’Archivio di Stato, rimarrà aperta e visitabile sino alla prima decade di luglio.
La direttrice, dott.ssa Maria Spadafora, ha espresso “grande soddisfazione per l’ampia partecipazione alla Notte degli Archivi e per i tanti riscontri positivi ricevuti, segno di un interesse sempre più vivo verso il patrimonio documentario e storico del nostro territorio”.
Anche il sindaco di Aiello, Luca Lepore, non ha mancato di commentare il successo della mostra su Barbalonga, realizzata nell’ambito del progetto "Sentieri d’Arte". "Un lavoro che nasce dal desiderio di valorizzare e far conoscere sempre di più la figura e l’opera di un artista che ha segnato profondamente la nostra storia e la nostra identità culturale. Vedere questa mostra, frutto dell’impegno della nostra Amministrazione, e il nome di Pietro Barbalonga protagonisti di un evento di tale prestigio – ha aggiunto Lepore – è motivo di grande soddisfazione e orgoglio per tutta la comunità aiellese".
In concomitanza e a ideale completamento delle celebrazioni barbalonghiane, l'Archivio di Stato di Cosenza aveva allestito nelle scorse settimane una propria mostra documentaria (ancora in corso). Si tratta di un'esposizione indipendente ma complementare rispetto a quella fotografica, aperta dal 4 maggio nelle sale dell'Istituto, che offre a visitatori e studiosi la possibilità di consultare preziosi documenti d'archivio originali, fondamentali per ricostruire il contesto storico in cui operò il maestro siciliano.
Le iniziative, in stretta collaborazione tra Archivio di Stato e Comune di Aiello Calabro, non finiscono qui. Un altro approfondimento scientifico sul maestro peloritano è in programma per venerdì 19 giugno 2026, alle ore 17.30, presso la sede dell’Archivio in via Gian Vincenzo Gravina, 12. L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali di: Raffaele Traettino (Dirigente per la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Calabria), Maria Spadafora (Direttrice dell’Archivio di Stato di Cosenza), Vincenzo Antonio Tucci (Direttore dell’Archivio Diocesano di Cosenza), Luca Lepore (Sindaco di Aiello Calabro).
Il dibattito entrerà nel vivo con gli interventi specialistici della stessa direttrice dell’Archivio di Stato Maria Spadafora, Gianfrancesco Solferino (Storico dell’arte e Curatore scientifico dell’iniziativa), Dina Caligiuri (Architetto), Mario Panarello (Storico dell’arte, Accademia di Belle Arti di Lecce). I lavori saranno introdotti e moderati dal giornalista Bruno Pino.
Le iniziative barbalonghiane – per le quali molto impegno stanno dedicando il sindaco Lepore, la vice Olga Terranova, la Giunta e l’Amministrazione comunale tutta, che conta sulla collaborazione della direzione artistica di Angelica Pedatella del festival “Sentieri d’arte”, e in maniera particolare su quella scientifica dello storico dell’arte Gianfrancesco Solferino – sono realizzate nell'ambito di un progetto finanziato a valere sull’avviso “Attività Culturali - Annualità 2025” con risorse POC 2014/2020 (Regione Calabria), e godono del patrocinio morale di numerosi enti religiosi, culturali e comunali del territorio.
Chi ama l’arte e la cultura non può mancare di visitare le due mostre (quella fotografica nel chiostro e quella documentaria dell'Archivio) per riscoprire la grandezza di un protagonista indiscusso della storia artistica calabrese. L’anno barbalonghiano andrà avanti anche nei prossimi mesi con altre iniziative.
Profilo sintetico dell’artista | Pietro Barbalonga fu uno scalpellino e scultore di origine messinese, attivo tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento. Giunto ad Aiello nel 1596 su invito di Alfonso Cybo, insieme ai soci Giovan Battista Cioli e Andrea Matini, realizzò la cappella nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. Stabilitosi definitivamente nel feudo calabrese, dove nel 1609 sposò Isabella Giannuzzi, divenne una figura di primo piano nella vita artistica locale. Nel corso degli anni ricevette prestigiose commissioni per cappelle, monumenti funebri e opere architettoniche, tra cui i rilievi scultorei di Palazzo Cybo Malaspina e la progettazione del convento di Santa Chiara ad Aiello.
Barbalonga non si limitò all’attività manuale, ma assunse il ruolo di architetto, progettista e direttore di cantiere, fondando una propria bottega e formando numerosi apprendisti. Il suo stile segna la transizione tra Rinascimento e Barocco, fondendo influenze della scuola siciliana e romana. Morì ad Aiello il 23 aprile 1626 e fu tumulato nella Chiesa Matrice, segno del ragguardevole prestigio sociale conquistato nella sua comunità di adozione.