Pianopoli, torna a splendere la Madonnina dell’Addolorata: un dono alla comunità

La storica effigie mariana, custodita da oltre un secolo nella conella all’ingresso del paese, è stata restaurata grazie alla volontà di Francesca Casale e all’opera del nipote Francesco

A cura di Redazione
27 settembre 2026 12:30
Pianopoli, torna a splendere la Madonnina dell’Addolorata: un dono alla comunità - Foto Uff Stampa Comune di Pianopoli
Foto Uff Stampa Comune di Pianopoli
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PIANOPOLI. Da oltre cento anni è lì, all’ingresso di Pianopoli, a dare il benvenuto a chi arriva e a salutare chi lascia il paese. Una presenza discreta, familiare, profondamente legata alla memoria e alla devozione di intere generazioni. È la piccola effigie della Madonna Addolorata, custodita nella storica conella di via Addolorata, che oggi è tornata a risplendere grazie a un gesto nato dall’affetto familiare e diventato un dono per tutta la comunità.

A promuovere il recupero è stata Francesca Casale, che in quella strada è nata e cresciuta e che, fin da bambina, ha avuto un legame speciale con la Madonnina. Nel corso degli anni, il tempo aveva lasciato evidenti segni sulla statua: i colori erano ormai deteriorati e l’effigie necessitava di un accurato intervento di restauro.

Francesca desiderava da tempo riportarla al suo antico splendore. La soluzione è arrivata quasi naturalmente quando il nipote Francesco Casale, artista con una particolare sensibilità per la pittura e la scultura e figlio d’arte, si è trovato a passare dalla casa dei nonni, oggi abitata dalla zia. Francesca gli ha raccontato il suo desiderio e gli ha rivolto una semplice richiesta: occuparsi lui della Madonnina.

Francesco ha accettato. E lo ha fatto gratuitamente, spinto dall’affetto per la zia e dal desiderio di restituire bellezza a un simbolo che appartiene alla memoria collettiva di Pianopoli.

Il lavoro è stato lungo e meticoloso. Un intervento eseguito con attenzione e rispetto per una statua che non rappresenta soltanto un’immagine sacra, ma custodisce più di un secolo di storia, fede e tradizione popolare.

L’iniziativa ha trovato anche il pieno sostegno dell’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Valentina Cuda, che ha autorizzato l’intervento e accolto con favore il progetto. Quello che era nato come un gesto privato, pensato da una zia per la Madonnina della propria infanzia, si è trasformato così in un momento di partecipazione collettiva.

Il risultato è oggi sotto gli occhi di tutti: la Madonna Addolorata è tornata nella sua conella, restaurata e luminosa, pronta a continuare il suo secolare compito di accogliere chi arriva e accompagnare simbolicamente chi parte.

Anche il parroco di Pianopoli, don Antonio Colombino, ha accolto favorevolmente il recupero dell’effigie, particolarmente cara alla comunità. Proprio dalla conella è stata avviata l’apertura delle celebrazioni settembrine dedicate alla Madonna Addolorata.

Nel giorno della festa, la statua restaurata è stata benedetta e simbolicamente riconsegnata alla comunità, in un momento carico di emozione e partecipazione.

Intorno alla Madonnina si è così formata una vera e propria rete di collaborazione. La sindaca Valentina Cuda ha confermato la vicinanza dell’amministrazione comunale all’iniziativa. Tonino Gallo, falegname, ha provveduto al ripristino dell’illuminazione della conella. Andrea Masi e Francesca Mazzei, insieme al loro staff, hanno contribuito all’acquisto delle piante e offerto il buffet.

Un contributo importante è arrivato anche dall’associazione Senza Nodi, guidata da Nadia Donato, che ha acquistato fiori e piante e coordinato la sistemazione dell’area insieme agli operai comunali. Bibiana Scalise ha invece messo a disposizione l’acqua necessaria per l’annaffiatura.

E poi ci sono stati i cittadini, con la loro partecipazione spontanea, il contributo al buffet e l’accoglienza riservata a quanti hanno preso parte alla cerimonia.

È questa, forse, la parte più significativa della storia: una piccola statua, un’antica conella e il desiderio di una donna di restituire bellezza a un simbolo della propria infanzia sono riusciti a riunire una comunità.

Tutto è partito da Francesca Casale e dal suo desiderio di rivedere bella la Madonnina che ha accompagnato la sua vita. È proseguito con il lavoro generoso del nipote Francesco e con la disponibilità di tante persone. Ed è diventato un gesto collettivo di memoria, fede e appartenenza.

Oggi la Madonnina è nuovamente al suo posto. E continua a fare ciò che ha fatto per generazioni: accogliere chi arriva a Pianopoli e salutare chi parte, con il suo volto luminoso e rassicurante, testimone silenzioso di oltre un secolo di storia del paese.

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