Paola celebra San Francesco per la protezione dal terremoto: cerimonia presieduta dal Vescovo Torriani
Solenne Concelebrazione Eucaristica al Santuario Regionale con sindaco, vicesindaco e consiglio comunale
Ieri, sabato 7 febbraio, al Santuario Regionale San Francesco di Paola, si è svolta la tradizionale festa votiva in onore di San Francesco di Paola, a ricordo della protezione dal terremoto del 7 febbraio 1783.
Alla Solenne Concelebrazione Eucaristica, presieduta da monsignor Alberto Torriani, Arcivescovo di Crotone-Santa Severina, erano presenti il Sindaco Roberto Perrotta, il Vicesindaco Marianna Saragò, il Presidente del Consiglio Comunale Emira Ciodaro e il Consigliere Francesco Aloia.
Al termine della funzione, il Sindaco Perrotta ha compiuto l’atto di affidamento e l’omaggio floreale al Santo.
Nel corso dell’omelia, monsignor Torriani ha sottolineato il senso della ricorrenza: “Nel celebrare la festa votiva di San Francesco di Paola, la Parola di Dio ci affida un’immagine forte e concreta: una vita che diventa sale e luce”. E ancora: “Per Dio la luce non nasce dall’apparire, ma dal prendersi cura. La luce comincia quando qualcuno si accorge della ferita dell’altro e decide di farsene vicino”.
Riferendosi al Vangelo, l’Arcivescovo ha ricordato: “Voi siete il sale della terra… voi siete la luce del mondo… così risplenda la vostra luce davanti agli uomini. Non dice diventate sale e luce, dice: siete luce. Il problema non è produrre qualcosa di straordinario, ma non coprire quella luce, non nasconderla sotto paure e abitudini”.
Monsignor Torriani ha evidenziato il modello di San Francesco di Paola: “La sua non è stata una vita rumorosa o di potere. Ha preso sul serio il Vangelo nella forma più essenziale: penitenza, carità, fiducia totale nella Provvidenza. Non ha cercato di attirare l’attenzione su di sé, ma ha reso visibile Dio. Quando una vita rende visibile Dio, diventa luce senza accorgersene”.
Parlando della santità, l’Arcivescovo ha aggiunto: “Non si tratta di un facile buonismo o di gentilezza superficiale. La santità è custodire la vita perché resti viva, impedire che l’eccesso di vita diventi principio di rovina. È l’eroismo di restare umani, forti, saldi e fedeli”.
Monsignor Torriani ha citato anche San Francesco di Paola: “Chi ama Dio non si stanca mai di servirlo”, spiegando come il bene fatto con perseveranza, giorno dopo giorno, illumini chi ci sta accanto. “La testimonianza cristiana non serve a far dire ‘che brava persona’, ma a far nascere la domanda: da dove gli viene questa luce?”, ha concluso.
Il Santuario, ha ricordato l’Arcivescovo, non parla solo con le pietre, ma con la fede di chi entra, prega e si affida, continuando a orientare i visitatori verso Dio.