Pallagorio diventa galleria a cielo aperto: successo per la prima Settimana dei Murales Arbëreshë

Arte, musica e memoria uniscono l’Arbëria crotonese al Kosovo: laboratori, murales e concerti celebrano l’identità culturale e le nuove generazioni

A cura di Redazione
11 giugno 2026 19:30
Pallagorio diventa galleria a cielo aperto: successo per la prima Settimana dei Murales Arbëreshë - Foto: Uff. Stampa Fili Meridiani
Foto: Uff. Stampa Fili Meridiani
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Pallagorio - Si è conclusa con grande partecipazione ed entusiasmo la prima edizione della “Settimana dei Murales Arbëreshë – Java e Muraleve Arbëreshe”, il progetto promosso da Fili Meridiani APS che dal 3 al 9 giugno ha trasformato Pallagorio (Puherì) in un laboratorio di arte urbana, memoria e dialogo interculturale. L'iniziativa, realizzata in collaborazione con Mural Fest Kosova e con l'Università delle Scienze Applicate di Ferizaj, sotto il patrocinio del Comune di Ferizaj ha rappresentato un importante momento di incontro tra Arbëria e Balcani, coinvolgendo artisti, studenti, operatori culturali e cittadini in un percorso condiviso di valorizzazione dell'identità arbëreshe.

Per una settimana la comunità ha accolto e sostenuto cinque artisti tra cui la prof.ssa Lebibe Topalli (Decana dell’Università di Ferizaj e Direttrice esecutiva del Mural Fest) nella realizzazione di nuove opere murarie che fondono storia, cultura delle due sponde del Mediterraneo. Murales che non rappresentano semplicemente interventi artistici, ma veri e propri ponti di narrazione visiva capace di unire le radici, la memoria e il senso di appartenenza di un territorio che continua a guardare al futuro senza dimenticare la propria storia. In questo senso, è emblematica l’opera dedicata al ricordo di Don Sergio Spezzano, figura di riferimento per la comunità arbëreshe, celebrato attraverso un Murales ispirato dal suo attivismo nel sostegno alla ricerca della pace durante la guerra Kosovara di fine anni ’90 e arricchita dai versi di un suo componimento poetico.

Particolarmente significativa è stata la presenza della delegazione dell'Università delle Scienze Applicate di Ferizaj, guidata dal Rettore Prof. Dr. Agron Bajraktari insieme ai Prof. Faton Spahiu, Prof. Florit Hoxha e Prof. Labinot Topilla, che ha contribuito a rafforzare il dialogo culturale e istituzionale tra le due sponde del Mediterraneo, confermando il valore internazionale dell'iniziativa e aprendo nuove prospettive di collaborazione futura.

Tra i momenti più significativi della manifestazione si segnalano anche gli incontri istituzionali ospitati presso le sedi dei comuni di Pallagorio, Carfizzi e San Nicola dell’Alto, occasione di confronto tra le amministrazioni locali guidate rispettivamente da Umberto Lorecchio, Mario Antonio Amato e Luigi Rizzuti e le delegazioni provenienti dal Kosovo. Proprio durante gli incontri è emersa la volontà di Fili Meridiani e delle amministrazioni di espandere l’iniziativa dei Murales così da creare un vero e proprio percorso artistico e culturale all’interno delle tre comunità, da ripetere ogni anno, proposta che ha trovato piena accoglienza da parte del Rettore dell’Università di Ferizaj e della Direttrice Artistica del Mural Fest.

«La Settimana dei Murales Arbëreshë ha superato ogni aspettativa – dichiara Ettore Bonanno, presidente di Fili Meridiani APS –. In questi giorni abbiamo visto l'arte diventare uno strumento concreto di partecipazione, incontro e costruzione di relazioni. In questo senso mi preme citare il contributo di Michele Giudicissi, giovane artista di Pallagorio che ha partecipato al progetto dipingendo alcune porte del centro storico in collaborazione con gli artisti kosovari, progetto che proseguirà nei prossimi mesi con la realizzazione di altre porte narranti. Tutte le opere realizzate resteranno patrimonio permanente della comunità e rappresenteranno una testimonianza tangibile della nostra identità arbëreshe. Ma il risultato più importante è forse quello umano: aver costruito ponti tra persone, istituzioni e territori diversi, confermando che la cultura può essere un potente motore di dialogo e sviluppo».

Accanto alla realizzazione delle opere artistiche, il programma ha sviluppato un articolato percorso di approfondimento, partecipazione e coinvolgimento della comunità, trasformando il festival in un vero e proprio spazio di incontro tra arte, cultura, educazione e identità.

Particolare attenzione è stata riservata alle nuove generazioni attraverso laboratori creativi dedicati a bambini e ragazzi, che hanno avuto l'opportunità di confrontarsi direttamente con gli artisti e con i temi della memoria, dell'appartenenza e della valorizzazione del territorio. Un momento particolarmente significativo ha visto protagonisti i bambini della Scuola dell’Infanzia di Pallagorio, che hanno lasciato simbolicamente il proprio segno sulle opere realizzate, contribuendo con colori, impronte e gesti creativi a un racconto collettivo che unisce passato, presente e futuro della comunità arbëreshe.

Tra gli appuntamenti più rilevanti, il talk “Il ruolo dell’arte nella tutela del patrimonio culturale”, che ha riunito autorevoli rappresentanti del mondo culturale, accademico e istituzionale. Al confronto hanno preso parte Ettore Bonanno, presidente di Fili Meridiani APS, Agron Bajraktari, Rettore dell’Università di Scienze Applicate di Ferizaj, Lebibe Topalli, docente e studiosa impegnata nella promozione delle relazioni culturali tra Albania e diaspora arbëreshe, e Angelo Astorino, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Crotone. L’incontro ha offerto una riflessione sul valore dell’arte contemporanea come strumento di tutela, rigenerazione e trasmissione del patrimonio materiale e immateriale delle comunità minoritarie e anche leva di sviluppo economico.

Il programma culturale è stato ulteriormente arricchito dalla mostra fotografica “Futuro in Arbëria – Visioni di Donne” di Lorenzo Fortunati, dedicata al ruolo delle donne nei processi di cambiamento e conservazione dell’identità arbëreshe, e dall’esposizione digitale realizzata dagli studenti dell’Università di Scienze Applicate di Ferizaj (Kosovo), che ha presentato una lettura contemporanea dei legami culturali tra Arbëria e Balcani attraverso linguaggi multimediali e innovativi.

Grande spazio è stato dedicato anche alla musica, elemento centrale della tradizione arbëreshe. Il pubblico ha potuto assistere al concerto di Peppino Siciliani, interprete e promotore della musica arbëreshe, alle esibizioni dei musicisti arbëreshë Giovanni Bellio e Nicolino Basile, allo spettacolo del Gruppo Folk di San Nicola dell’Alto e alla partecipazione della Banda del Distretto Arbëresh, diretta dal Maestro Franco Amendola, che con il proprio repertorio ha saputo coniugare tradizione bandistica, identità territoriale e patrimonio musicale delle comunità arbëreshe. Le esibizioni musicali hanno contribuito a creare un ponte tra le diverse espressioni della cultura arbëreshe, valorizzandone la vitalità e la capacità di dialogare con il presente.

L’insieme delle attività ha reso il festival non soltanto un evento artistico, ma un laboratorio diffuso di partecipazione culturale, capace di coinvolgere cittadini, istituzioni, scuole, associazioni e realtà accademiche in un percorso condiviso di valorizzazione dell’identità arbëreshe e di rafforzamento dei legami tra le comunità dell’Arbëria e il mondo balcanico.

La manifestazione nasce infatti con una visione di lungo periodo. L'obiettivo di Fili Meridiani APS è quello di rendere la Settimana dei Murales Arbëreshë un appuntamento stabile, capace di coinvolgere progressivamente altre comunità arbëreshe, dando vita a una rete culturale che utilizzi l'arte urbana come strumento di racconto identitario, valorizzazione territoriale e cooperazione internazionale.

Particolarmente significativi sono stati i momenti inaugurali del festival, che hanno visto la partecipazione dei tre Sindaci del Distretto Arbëresh, testimoniando concretamente il valore sovracomunale dell’iniziativa e la volontà condivisa di rafforzare i legami tra le comunità arbëreshe del territorio. L’inaugurazione si è trasformata in un intenso momento celebrativo e partecipato, con un corteo festoso che ha attraversato le vie di Pallagorio, animate da cittadini, ospiti, artisti, rappresentanti istituzionali, dalla Banda del Distretto Arbëresh e dalle donne e dalla bambine vestite con la Coha, l’abito tradizionale arbëreshe, in un clima di entusiasmo e condivisione.

La giornata si è conclusa con una grande festa presso il MUZÉ Spazio Arbëria, che per l’occasione si è trasformato in un luogo di incontro, musica, convivialità e scambio culturale. Tra performance artistiche, momenti musicali, degustazioni e occasioni di confronto informale, il MUZÉ ha accolto residenti e visitatori in una serata che ha celebrato non solo il festival, ma soprattutto la forza di una comunità che continua a riconoscersi nei propri valori, nelle proprie tradizioni e nella capacità di costruire nuove prospettive per il futuro dell’Arbëria.

Conclude Bonanno: “Un ringraziamento speciale va agli artisti, ai volontari di Fili Meridiani che sono stati grandiosi, ai sindaci delle nostre comunità, ai musicisti, al gruppo folk, alla banda del distretto Arbëresh, agli sponsor dell’iniziativa, NewDay url ed Emira Digital e ai proprietari delle case. Grazie soprattutto alla comunità di Pallagorio che ha accolto e sostenuto con entusiasmo l'intera iniziativa. Con generosità e grande spirito di ospitalità ha contribuito al successo di un progetto che lascia in eredità non solo nuove opere d'arte, ma anche nuove relazioni, nuove opportunità e una rinnovata consapevolezza del valore del patrimonio arbëresh”.

Con la conclusione della prima edizione, la “Settimana dei Murales Arbëreshë – Java e Muraleve Arbëreshe” non rappresenta un punto di arrivo, ma l'inizio di un percorso destinato a crescere negli anni, trasformando l'Arbëria in un grande spazio condiviso di creatività, memoria e dialogo tra culture.

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