Occhiuto: con norme attuali è difficile mitigare il rischio idrogeologico
Occhiuto: tra norme complesse e abusivismo, interventi contro rischio idrogeologico durano anni. Serve un fondo per demolizioni
CATANZARO – "Per fare un intervento di difesa dall'erosione costiera servono 18 pareri". È il dato che il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha fornito ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta su Rai1, sottolineando le difficoltà legislative che rallentano la prevenzione dei disastri naturali. "Il ciclone in Calabria e Sicilia e l'alluvione in Sardegna hanno dimostrato che il nostro sistema non è costruito per prevenire e mitigare il rischio idrogeologico", ha aggiunto.
Secondo Occhiuto, interventi che potrebbero durare un anno spesso ne richiedono sette perché "per la nostra legislazione lo Stato controlla tutto all’inizio e non controlla dopo. Sarebbe utile invertire il paradigma, facendo norme per programmare e finanziare gli interventi, dando la possibilità alle imprese e ai progettisti di realizzarli e di pagare se si fanno male".
Oltre alla complessità normativa, il governatore ha evidenziato il problema dell'abusivismo. "Nella mia regione ho visto costruire ai bordi di strade che non erano strade perché erano fiumi tombati. La natura non lo sa. Nel corso dei decenni spesso si è abusato del suolo". In Calabria, ha spiegato Occhiuto, sono state censite 11.000 case abusive o parzialmente abusive che dovrebbero essere acquisite al demanio pubblico e abbattute dai comuni. Per questo motivo ha commissariato 70 comuni.
"Nel 2023 abbiamo fatto demolire un immobile della 'ndrangheta, ma è difficile abbattere per vari motivi. A volte c’è la preoccupazione di incidere sulle famiglie che l’hanno costruito, a volte c’è un calcolo elettorale, altre volte i comuni non possono sostenere le spese. Per smaltire i rifiuti bisogna spendere molto", ha spiegato Occhiuto, proponendo l’istituzione di un fondo statale di rotazione per agevolare gli abbattimenti.
Infine, il presidente della Regione ha quantificato in circa 300 milioni di euro i danni provocati dal ciclone Harry in Calabria, spiegando che si tratta di una stima di massima. "Stiamo facendo una valutazione più puntuale dato che cittadini, imprese e sindaci possono caricare sul link disponibile sul sito della Regione le schede con i danni subiti", ha concluso.