Nuovo ospedale a Catanzaro, Puzzonia: «Servono tecnologie, non cemento»
L’ex direttore sanitario rilancia: «Investire in innovazione e servizi, non in nuove strutture»
Catanzaro - Torna al centro del dibattito sanitario calabrese la questione del nuovo ospedale di Catanzaro, una “vexata quaestio” su cui interviene con toni critici Lino Puzzonia, già direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio. Secondo Puzzonia, il punto non è costruire una nuova struttura, ma realizzare un ospedale realmente moderno e qualificato sotto il profilo tecnologico, professionale e dei servizi ai pazienti. “Non serve un nuovo ospedale a Catanzaro – afferma – ma un ospedale nuovo”, capace di rispondere alle esigenze della sanità contemporanea.
“Priorità alle tecnologie”
Nel suo intervento, Puzzonia sottolinea come l’attuale Azienda ospedaliero-universitaria presenti ancora carenze significative, citando ad esempio l’assenza di un robot chirurgico, già presente invece nel vicino ospedale di Lamezia Terme. Da qui la proposta: limitare gli interventi edilizi allo stretto necessario – un pronto soccorso a Germaneto, alcune ristrutturazioni al Pugliese e un settore chirurgico al Ciaccio – destinando invece la maggior parte delle risorse all’innovazione tecnologica.
Il dibattito politico
Puzzonia richiama anche il recente intervento della vicesindaca di Catanzaro, Giusy Iemma, che si era espressa su posizioni simili, sottolineando l’importanza di salvaguardare il Pugliese-Ciaccio. Una presa di posizione che l’ex direttore sanitario aveva apprezzato, anche alla luce del “silenzio” dell’amministrazione comunale sul tema, più volte sollecitata dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto. Tuttavia, nei giorni successivi, il confronto politico si è riacceso. Il segretario provinciale del partito della stessa Iemma ha ribadito la necessità di un intervento edilizio più ampio a Germaneto, ipotizzando un aumento dei posti letto dell’AOU oltre quota mille. Una prospettiva che Puzzonia boccia senza mezzi termini, ritenendola non solo inutile ma anche potenzialmente dannosa, perché rischierebbe di sottrarre risorse agli investimenti tecnologici, ritenuti prioritari.
L’ex direttore sanitario esprime inoltre “amarezza” per il cambio di posizione della vicesindaca, che si sarebbe allineata alle indicazioni del partito. Nel suo intervento, Puzzonia avanza anche critiche più dure, parlando di possibili pressioni da parte di interessi legati al settore edilizio e ad alcuni ambienti accademici. Il rischio, secondo lui, è quello di intraprendere scelte i cui benefici – ammesso che arrivino – si vedrebbero solo nel lungo periodo. Nel frattempo, avverte, la sanità ospedaliera catanzarese rischia un progressivo declino.
La proposta
Puzzonia rilancia quindi un modello organizzativo articolato su tre poli:
Germaneto come centro prevalentemente elettivo, con un pronto soccorso limitato
Il Pugliese come hub per l’emergenza, opportunamente potenziato
Il Ciaccio come centro oncologico specialistico, completato da un settore chirurgico
Una visione che punta a razionalizzare le risorse esistenti senza ricorrere a nuove grandi opere.E conclude con una frase netta e provocatoria: “Per Catanzaro questa è la strada. Tutto il resto è noia”.