‘Ndrangheta, legami con i clan del crotonese: sequestrati beni per oltre 500mila euro
La Dia ha sequestrato società, immobili, partecipazioni e altri beni ad imprenditore condannato a 15 anni e 4 mesi nel processo Basso Profilo
Un patrimonio superiore a mezzo milione di euro è stato sequestrato ad un imprenditore di 58 anni operante a Catanzaro nei settori della nautica e della commercializzazione di ricambi industriali. Il provvedimento è stato eseguito dalla Direzione investigativa antimafia, sulla base di un decreto emesso dal Tribunale di Catanzaro, nell’ambito delle misure di prevenzione patrimoniali (QUI la notizia).
L’imprenditore è stato condannato il 24 febbraio 2026 dalla Corte d’Appello di Catanzaro a 15 anni e 4 mesi di reclusione per associazione mafiosa, nell’ambito del processo Basso Profilo, nato dall’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sui rapporti tra imprenditoria, politica e criminalità organizzata in Calabria.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Leone sarebbe stato legato alle cosche del Crotonese, in particolare ai gruppi Grande Aracri di Cutro e Bagnato di Roccabernarda.
Gli accertamenti hanno ricostruito un presunto contributo agli interessi delle organizzazioni mafiose che sarebbe andato avanti almeno dal 2005. L’attività contestata avrebbe riguardato anche la gestione di un sistema imprenditoriale per l’emissione sistematica di fatture relative a operazioni inesistenti, utilizzate per rispondere alle esigenze di altri imprenditori collegati a gruppi criminali alleati.
Le verifiche sul patrimonio hanno permesso di individuare beni intestati all’uomo o comunque riconducibili alla sua disponibilità. Gli investigatori avrebbero riscontrato una sproporzione tra il valore delle proprietà e i redditi dichiarati, elemento alla base dell’ipotesi di un possibile accumulo di ricchezza attraverso attività illecite o operazioni di reimpiego.
Il sequestro comprende una società a responsabilità limitata con sede a Catanzaro, due partecipazioni societarie, cinque immobili, un’automobile, un orologio Rolex e tre rapporti finanziari, tra cui polizze vita e buoni fruttiferi.
Il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro supera i 500mila euro. La misura patrimoniale è finalizzata alla confisca.