SANTITA'

Natuzza Evolo, conto alla rovescia per “Fortunata di Dio”: il 3 novembre al Politeama di Catanzaro

Al via l'allestimento dell'opera scritta e prodotta da Ruggero Pegna con la regia di Andrea Ortis. Il 5 novembre doppio appuntamento al Teatro Comunale di Vibo Valentia

A cura di Redazione
29 ottobre 2026 17:00
Natuzza Evolo, conto alla rovescia per “Fortunata di Dio”: il 3 novembre al Politeama di Catanzaro - Foto Uff. Stampa Show Net srl
Foto Uff. Stampa Show Net srl
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È iniziato a Catanzaro l'allestimento di Fortunata di Dio – La storia di Natuzza Evolo, l'opera teatrale dedicata alla mistica di Paravati, in provincia di Vibo Valentia. Il debutto è fissato per martedì 3 novembre, alle ore 21, al Teatro Politeama del capoluogo calabrese. Due giorni dopo, giovedì 5 novembre, lo spettacolo arriverà al Teatro Comunale di Vibo Valentia, con due repliche: alle 17:30 e alle 21.

Con l'arrivo del cast e della scenotecnica è entrata nel vivo la preparazione di una produzione di grande impegno artistico e tecnico, scritta e prodotta da Ruggero Pegna insieme al regista Andrea Ortis, già autore di importanti produzioni teatrali come La Divina Commedia, Van Gogh Cafè e Frida Opera Musical.

Le musiche originali sono firmate dal maestro Francesco Perri, mentre le scenografie mobili portano la firma di Lele Moreschi e Filippo Iezzi. Il progetto scenico sarà arricchito da disegni luce, proiezioni tridimensionali ed effetti speciali curati da Virginio Levrio, light-video designer di fama internazionale.

L'attesa per lo spettacolo è particolarmente alta, con prenotazioni anche da altre regioni del Sud e numerose comitive in arrivo dalla Sicilia. L'opera racconta la vicenda umana e spirituale di Natuzza Evolo, intrecciandola con la storia della Calabria del Novecento e con quella dell'intero Paese.

«Una risposta stupenda che premia lo sforzo enorme di portare in scena la storia meravigliosa di mamma Natuzza, come la chiamano tutti», afferma Pegna, che ha ricordato anche il legame personale con la mistica, alla quale attribuisce le preghiere per la propria guarigione da una leucemia fulminante.

Il produttore sottolinea inoltre il significato della coincidenza con la Festa di Tutti i Santi, ricorrenza che coincide con il giorno della morte terrena di Natuzza. L'auspicio è che l'opera possa contribuire a far conoscere ulteriormente la sua figura e il Santuario di Paravati, voluto dalla mistica dopo aver riferito di aver ricevuto dalla Madonna la richiesta di realizzarlo.

Al centro della rappresentazione c'è la storia di una donna umile, analfabeta e madre di cinque figli, alla quale sono stati attribuiti nel corso della vita numerosi fenomeni mistici, tra cui stigmate, emografie, bilocazioni, guarigioni inspiegabili e dialoghi con figure religiose e spirituali.

Nel cast torna protagonista Annalisa Insardà, nel ruolo di Natuzza Evolo. Con lei Enrico Cava (Don Marco), Luca Attadia (Domenico, il Frate e il Primo Prelato), Michele Radice (il professor Puca e il Secondo Prelato), Valeria Zazzaretta (Mariangela Evolo, la Suora, Italina e il Medico) e Antonello Angiolillo (il Cardinale, Padre Gemelli e il Demonio). La narrazione è affidata a Jacopo Siccardi.

L'allestimento coinvolge inoltre numerosi professionisti tra costumi, trucco, video, luci, fonica, direzione di palco e assistenza alla regia. Un lavoro corale che punta a costruire un racconto teatrale capace di unire musica, recitazione e suggestioni visive.

L'opera gode del patrocinio morale della Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, presieduta da don Pasquale Barone, che ha realizzato il Santuario di Paravati, di cui è rettore padre Michele Cordiano, e il complesso della Villa della Gioia, destinato all'accoglienza di malati e anziani.

Tra i sostenitori del progetto figurano Harmonic Innovation Group, Gruppo Caffo Vecchio Amaro del Capo, Mic Musical International Company, Francioso Comunicazione, Banca Mediocrati, Camera di Commercio di Catanzaro e Vibo Valentia e Comune di Vibo Valentia.

In chiusura, Ruggero Pegna ha evidenziato anche l'assenza del sostegno della Regione Calabria, auspicando un coinvolgimento istituzionale per un progetto che, oltre alla dimensione artistica e spirituale, punta a promuovere una storia profondamente legata al territorio calabrese.

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