Morti sul lavoro, marcia silenziosa a Catanzaro: “Basta stragi”

Sindacati, imprese e cittadini in corteo per chiedere più sicurezza e controlli dopo gli ultimi incidenti in Calabria

A cura di Redazione
20 maggio 2026 11:00
Morti sul lavoro, marcia silenziosa a Catanzaro: “Basta stragi” - Foto Uff. Stampa Uil Calabria
Foto Uff. Stampa Uil Calabria
Condividi

Una marcia silenziosa lungo le vie del centro cittadino per richiamare l’attenzione delle istituzioni sul dramma delle morti sul lavoro. È quella andata in scena ieri pomeriggio a Catanzaro, promossa da Cgil, Cisl e Uil, con l’adesione di Unindustria Calabria e Ance Calabria, dopo i recenti incidenti mortali avvenuti nella regione.

Circa trecento persone hanno preso parte al corteo, partito da Piazza Matteotti e snodatosi lungo il corso cittadino in un clima di raccoglimento e riflessione.

Negli ultimi giorni, infatti, la Calabria è stata teatro di diversi incidenti mortali sul lavoro: ad Anoia Superiore un operaio di 46 anni ha perso la vita dopo una caduta da un ponteggio; a Francavilla Angitola un operaio di 53 anni è morto travolto da un camion-gru nel cantiere del depuratore consortile; a Paola un giovane di 23 anni è deceduto mentre stava allestendo un lido balneare; mentre il primo maggio, a Spezzano Albanese, un uomo è morto in un incidente con il trattore.

«In Calabria mentre festeggiavamo il Primo Maggio qualcuno lavorava e non tornava a casa – ha dichiarato Gianfranco Trotta, segretario di Cgil Calabria – Le parole sono ormai sprecate per questa strage quotidiana. Chiediamo alle istituzioni maggiore attenzione. Oggi sfiliamo in silenzio per ricordare le vittime, ma è un silenzio che grida alle coscienze di chi ha responsabilità, soprattutto quegli imprenditori che utilizzano lavoratori in nero senza protezione nei luoghi di lavoro».

Alla manifestazione ha partecipato anche il presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara, che ha sottolineato come «la presenza di Unindustria è consapevole e convinta, a testimonianza che sulle tematiche degli infortuni sul lavoro forze datoriali e forze sindacali sono unite e dalla stessa parte. Da tempo siamo impegnati sul fronte della prevenzione e del contrasto agli infortuni e alle malattie professionali».

Per la segretaria di Uil Calabria, Maria Elena Senese, «è un gesto forte ma simbolico. Dobbiamo chiamare le cose con il loro giusto nome. Parliamo di morti bianche e fatalità, ma molto spesso non si tratta di questo, perché quando le aziende non applicano le norme sulla sicurezza, fanno dumping contrattuale e generano lavoro nero e sommerso, il rischio di infortunio mortale diventa tangibile».

Sulla necessità di rafforzare controlli e formazione è intervenuto anche il segretario di Cisl Calabria, Giuseppe Lavia: «Serve una svolta radicale nelle politiche e negli interventi legati alla tutela della salute e sicurezza sul lavoro per fermare una vera ecatombe. Sono troppi i morti sul lavoro: servono più ispettori, una formazione di qualità e basta attestatifici e corsi fantasma».

«La sicurezza è il faro che guida le nostre attività – ha aggiunto il direttore di Ance Calabria, Luigi Leone – Siamo consapevoli che i cantieri edili siano tra i luoghi dove maggiormente possono verificarsi incidenti anche mortali. Stiamo lavorando molto sul piano formativo e consideriamo i lavoratori il vero capitale sociale delle nostre imprese».

Segui CalabriaOk