Monsignor Rega all’Immacolata: fede mariana e ricordo del Vescovo Raimondi
La diocesi di San Marco Argentano-Scalea, terra natale del Servo di Dio Pietro Raimondi, apre la settimana dei vescovi a Crotone
Dopo il solenne pontificale presieduto dal cardinale Baldassare Reina, entra nel vivo a Crotone la “settimana dei vescovi” del mese mariano nella chiesa dell’Immacolata. Ad aprire il ciclo di celebrazioni è stato, ieri sera, monsignor Stefano Rega, vescovo della diocesi di San Marco Argentano-Scalea, terra natale del Servo di Dio monsignor Pietro Raimondi, storico pastore della Chiesa crotonese, per il quale è in corso la causa di beatificazione.
Nel corso dell’omelia, il presule ha più volte richiamato la figura di monsignor Raimondi, definendolo “un pastore che non chiedeva ai suoi figli una fede di facciata, ma una fede custodita nel cuore e tradotta nella vita”. Un ricordo che, a distanza di oltre mezzo secolo, continua ancora oggi a parlare alla comunità crotonese.
Partendo dal Vangelo, monsignor Rega ha invitato i fedeli a vivere una testimonianza autentica, spiegando che “il cristiano non testimonia mai da solo, ma sostenuto dallo Spirito Santo”. Una testimonianza che, ha sottolineato, comporta anche fatica e sacrificio: “Gesù non nasconde le difficoltà. La testimonianza cristiana ha un prezzo, ma lo Spirito viene a stare dentro le nostre prove e a camminare con noi”.
Il vescovo ha poi insistito sul valore concreto della fede, che non può restare chiusa nelle chiese o limitarsi alle celebrazioni esteriori. “La Madonna non è soltanto oggetto di devozione – ha detto – ma una madre che ci spinge ad aprire il cuore, le nostre case e le nostre città all’accoglienza, alla carità e al perdono”. Un invito rivolto soprattutto alle famiglie e ai giovani, chiamati a costruire comunità unite e solidali.
Richiamando gli Atti degli Apostoli e la figura di Lidia, la donna che accolse Paolo nella propria casa, monsignore Rega ha evidenziato come “la fede nasce quando il cuore si apre al Signore e subito si apre anche agli altri”. Da qui il parallelismo con Maria, “madre che accoglie tutti i suoi figli e insegna alla Chiesa a diventare casa”.
Non è mancato uno sguardo alle difficoltà del territorio. Il presule ha parlato di una terra segnata da “disoccupazione giovanile, sofferenze sociali e tante fatiche”, ma ha ricordato che “il Signore ama il suo popolo e non abbandona mai chi continua a sperare”.
Particolarmente intenso il passaggio dedicato proprio a monsignore Raimondi. Monsignor Rega ha ricordato l’apertura della causa di beatificazione, avvenuta il 28 aprile 2024, definendola “un segno provvidenziale” che unisce idealmente le diocesi di San Marco Argentano-Scalea e Crotone-Santa Severina nel nome di un pastore “che ha consumato la propria vita per il popolo affidato alle sue cure”.
Nel finale dell’omelia il vescovo ha lasciato ai fedeli tre parole: “testimonianza, cuore aperto e unità”. “Lo Spirito Santo – ha concluso – ha bisogno delle nostre mani, della nostra vita e del nostro coraggio. Maria continui a guidarci come madre e ci insegni a guardare il cielo senza smettere di vivere con amore la realtà di ogni giorno”.
Danilo Ruberto