Mons. Maniago richiama la Chiesa a una fede vissuta: «Celebrare non è un’abitudine»

L’arcivescovo di Catanzaro-Squillace ha richiamato il valore della liturgia e della tradizione, invitando le comunità a vivere la fede con maggiore consapevolezza

A cura di Redazione
29 settembre 2026 07:00
Mons. Maniago richiama la Chiesa a una fede vissuta: «Celebrare non è un’abitudine» - Foto: Redazione
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RIZZICONI – Non soltanto partecipare alle celebrazioni, ma riscoprirne il significato più profondo. È stato questo uno dei nuclei della riflessione proposta da mons. Claudio Maniago, arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, durante l’Assemblea diocesana della Chiesa di Oppido Mamertina-Palmi.

L’appuntamento, ospitato all’Auditorium diocesano “Famiglia di Nazareth” di Rizziconi, ha rappresentato un momento di confronto per sacerdoti, diaconi, religiosi, religiose e operatori pastorali, all’interno del percorso dedicato al tema “Camminare insieme nella Comunione per la Missione”.

Al centro dell’intervento di mons. Maniago una domanda semplice ma tutt’altro che scontata: come celebriamo da cristiani?

L’arcivescovo ha invitato a guardare alla liturgia non come a una consuetudine da ripetere, ma come a un momento nel quale la comunità cristiana riconosce l’iniziativa di Dio e risponde alla sua chiamata. Una prospettiva che, nella sua riflessione, sposta l’attenzione dal semplice “fare” al vivere consapevolmente ciò che si celebra.

Il riferimento è stato anche alla Sacrosanctum Concilium, con l’idea di una liturgia nella quale non è l’uomo a compiere semplicemente uno sforzo per avvicinarsi a Dio. È Dio stesso, ha sottolineato Maniago, ad avvicinarsi all'uomo e a camminare con il suo popolo.

Un passaggio particolarmente significativo ha riguardato il rapporto tra liturgia e tradizioni popolari, tema molto presente nella realtà calabrese. Processioni, devozioni e consuetudini religiose costituiscono un patrimonio importante, ma secondo l'arcivescovo non possono perdere il loro riferimento essenziale alla fede cristiana.

Da qui il richiamo a distinguere le tante “tradizioni” dalla Tradizione della Chiesa: la devozione popolare, per mantenere il proprio significato, deve continuare a condurre al cuore dell’annuncio cristiano, cioè alla morte e risurrezione di Gesù Cristo.

La relazione di mons. Maniago si è così inserita in un percorso più ampio di riflessione sulla vita delle comunità e sulla necessità di un cammino ecclesiale condiviso. L’Assemblea diocesana è infatti articolata in più giornate e prevede anche momenti dedicati alla conversione sinodale e missionaria delle comunità.

Il percorso si è concluso nella Cattedrale di Oppido Mamertina con la concelebrazione eucaristica e l’indizione della Visita pastorale da parte del vescovo mons. Giuseppe Alberti.

Un incontro, dunque, che ha messo al centro non soltanto la liturgia, ma il modo stesso con cui una comunità cristiana è chiamata a vivere la propria fede: con maggiore consapevolezza, partecipazione e attenzione al significato di ciò che celebra.

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