Migranti morti in esplosione a Crotone, assolti in appello due finanzieri soccorritori

Ribaltata la condanna del gup: il capitano Barbangelo e il maresciallo Novelli erano intervenuti per salvare i superstiti nonostante le ferite

A cura di Redazione
29 gennaio 2026 07:42
Migranti morti in esplosione a Crotone, assolti in appello due finanzieri soccorritori -
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La Corte d'appello di Catanzaro ha assolto i due militari della Guardia di finanza condannati in primo grado per la morte di quattro migranti nell’esplosione dell’imbarcazione "Heaven", avvenuta il 30 agosto 2020 al largo di Crotone.

Il collegio presieduto dal giudice Antonio Battaglia, con i giudici Paola Ciriaco e Abigail Mellace a latere, ha accolto le tesi della difesa rappresentata dagli avvocati Pasquale Carolei, Paolo Carnuccio e Tiziano Saporito, ribaltando così la sentenza del Gup di Crotone che nel maggio 2024 aveva inflitto due anni di reclusione con pena sospesa al capitano Vincenzo Barbangelo, allora comandante della sezione operativa navale di Crotone, e al maresciallo Andrea Novelli, comandante della motovedetta intervenuta.

L’imbarcazione, intercettata con 20 migranti a bordo nel tratto di mare tra Praialonga e Simeri – altri 13 erano già sbarcati – esplose mentre veniva condotta verso il porto di Crotone sotto il controllo della Guardia di finanza, causando la morte di quattro persone, tra cui Omar Ali Osman e Abdirahman Nur Abdullahi, oltre a due migranti mai identificati.

La Procura aveva contestato ai militari negligenza e imperizia per non aver effettuato il trasbordo dei migranti sulle unità navali, preferendo il traino del veliero. Una tesi che aveva portato alla condanna in abbreviato, nonostante la perizia tecnica non avesse chiarito le cause dell’incendio che provocò l’esplosione.

Con l’assoluzione odierna, tutti i militari coinvolti escono definitivamente dalla vicenda giudiziaria. Già in primo grado, infatti, il giudice aveva disposto il non luogo a procedere per gli altri due finanzieri presenti a bordo, Maurizio Giunta e Giovanni Frisella, rimasti feriti nell’esplosione.

La vicenda aveva suscitato forte emozione: subito dopo lo scoppio, i militari – pur feriti – si erano gettati in mare per salvare i superstiti, un gesto inizialmente celebrato dalle istituzioni prima che l’apertura dell’inchiesta trasformasse i soccorritori in imputati.

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