Messa Crismale, il Vescovo di Cosenza scuote: "Senza Spirito la Chiesa è vuota"

Pasqua, Checchinato richiama la Chiesa: lo Spirito guida il cammino. Nella Messa Crismale a Cosenza l’arcivescovo invita a riscoprire lo Spirito

A cura di Redazione
02 aprile 2026 15:15
Messa Crismale, il Vescovo di Cosenza scuote: "Senza Spirito la Chiesa è vuota" - Foto: Redazione
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Alla Cattedrale di Cosenza, nella celebrazione della Messa Crismale del 1 aprile 2026, l’arcivescovo Giovanni Checchinato ha consegnato alla comunità diocesana una riflessione profonda sul senso della vita cristiana, richiamando sacerdoti e fedeli a rimettere al centro lo Spirito Santo come guida autentica del cammino ecclesiale.

Nel cuore dell’omelia, il riferimento al Vangelo – “Lo Spirito del Signore è sopra di me” – è stato proposto come chiave per comprendere non solo la missione di Cristo, ma anche la vocazione personale di ogni credente. Un passaggio che l’arcivescovo ha tradotto in un invito concreto a riconoscere che la fede nasce sempre da un dono e non da un’iniziativa individuale.

«Lo Spirito del Signore è su di me non ci parla solo di Gesù, ma rimanda alla storia di ciascuno di noi, alla nostra vocazione, a un prima e a un dopo che segnano la nostra vita».

Nel suo intervento, Checchinato ha richiamato il magistero di San Giovanni Paolo II e di Papa Francesco, sottolineando con forza che senza lo Spirito non esiste una fede autentica. «Senza lo Spirito non c’è vita cristiana, e senza la sua unzione non esiste santità… Abbiamo bisogno ogni giorno di invocarlo».

Un passaggio che si è tradotto anche in un invito alla gratitudine: riconoscere le persone e le esperienze che hanno aiutato a scoprire la fede significa riconoscere l’azione concreta di Dio nella storia personale.

«Ognuno di noi ha tanto da ringraziare: non ci saremmo accorti della chiamata alla fede se qualcuno non ce l’avesse fatta scorgere».

Non sono mancati richiami forti al presente della Chiesa. L’arcivescovo ha messo in guardia dal rischio di smarrire la direzione, sostituendo il Vangelo con visioni personali o logiche di gruppo, fino a perdere il riferimento a Cristo.

«Ci è capitato di perdere l’orientamento e di condurre discepoli non dietro Gesù, ma dietro di noi, alle nostre convinzioni, al nostro stile».

Da qui il richiamo all’umiltà: i ministri non sono chiamati a guidare come leader, ma a restare discepoli, capaci di ascoltare prima di annunciare. Una Chiesa che parla, ha ricordato, deve prima lasciarsi trasformare dalla Parola.

Lo sguardo si è poi allargato al futuro, con una critica chiara a una visione basata solo sui numeri – fedeli, vocazioni, partecipazione – che rischia di oscurare ciò che davvero conta: i volti, le storie, le nuove possibilità che lo Spirito continua ad aprire.

«Non sarà che dobbiamo ascoltare di più lo Spirito che ci invita a percorrere strade nuove?».

Un riferimento concreto è stato fatto anche alla realtà della Francia, dove cresce il numero dei catecumeni adulti, segno – secondo l’arcivescovo – di una Chiesa che può ancora generare fede se sa rinnovarsi.

L’omelia si è conclusa con un’invocazione semplice ma intensa, affidando alla forza dello Spirito il cammino della diocesi: «Vieni Santo Spirito, invadi i cuori dei tuoi fedeli».

Nel frattempo, l’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano ha annunciato anche gli appuntamenti del Giovedì Santo: alle 18 la Messa in Coena Domini con il rito della Lavanda dei piedi, seguita alle 21.30 dall’adorazione eucaristica comunitaria. Celebrazioni che segneranno l’inizio del Triduo Pasquale, cuore della vita cristiana.

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