Mesoraca, il Festival entra nel cuore della memoria: oggi Anastasi e de Magistris
Dopo la giornata dedicata alla letteratura e alla memoria, il Mesoraca in Festival guarda all’attualità con due incontri dedicati alla ’ndrangheta e ai poteri occulti. Domani l’omaggio a Filippo Falbo
MESORACA – Un festival che sceglie luoghi, storie e parole capaci di lasciare una traccia. È questa la cifra del Mesoraca in Festival – Messurga Opera Prima, che ieri ha vissuto un altro intenso pomeriggio di cultura all’interno della suggestiva cornice del Santuario del SS. Ecce Homo.
Alle spalle del Santuario, inoltrandosi nel cosiddetto bosco sacro, si raggiunge la piccola cappella conosciuta come la Benedetta. Accanto alla struttura si trova la statua bronzea dedicata a San Francesco d’Assisi, raffigurato nel momento mistico della ricezione delle stimmate. Un luogo profondamente legato alla tradizione francescana e alla storia dei Frati Minori, che da oltre cinquecento anni custodiscono il celebre simulacro ligneo dell’Ecce Homo, opera di Fra Umile da Petralia.
È proprio qui che la direzione artistica del festival ha voluto ospitare l’incontro con Nuccia Benvenuto, autrice di Di tante la voce, pubblicato nel 2024 da Edizioni Clandestine – Gruppo Santelli, in dialogo con Raffaella Elia, socia fondatrice dell’APS.
Attraverso le domande e le sollecitazioni di Elia, l’autrice ha raccontato il percorso di ricerca alla base del volume, dedicato a donne dimenticate, rimaste ai margini e spesso relegate nell’ombra. Una ricerca che prova a restituire loro memoria, dignità e voce.
Letteratura, memoria, donne e identità sono diventati così i temi di un pomeriggio che ha invitato il pubblico a interrogarsi sul valore delle storie che rischiano di essere cancellate.
Dal raccoglimento del bosco sacro si è poi passati alla Mostra fotografica “L’ombra del passato, la luce del presente”, curata da Francesco Fassari e allestita nel Chiostro del Santuario.
La serata è proseguita sul sagrato con Caro nonno, spettacolo di e con Cielo Pessione Fabrizi, nipote del grande Aldo Fabrizi. Prima, un nuovo omaggio a Francesco Guccini, curato da Piero Marrazzo, e il reading Ricordare desidero, portato in scena da Patrizia Fulciniti e Gianni Paone dell’associazione Terra di Mezzo di Vallefiorita.
Un percorso tra poesia, memoria e impegno civile, dalle parole di Pablo Neruda in Spiego alcune cose alla poesia di Edith Sitwell, fino alla solenne riflessione di Jorge Luis Borges.
A chiudere la serata è stato lo spettacolo di Cielo Pessione Fabrizi, che ha accompagnato il pubblico nella memoria privata e artistica di Aldo Fabrizi, tra cinema, teatro, poesia e ricordi familiari. Un viaggio fatto di risate e malinconia, capace di restituire al pubblico non soltanto il mito dell'artista, ma soprattutto l'uomo.
Il risultato è stato un altro momento di grande partecipazione, con un pubblico numeroso e attento, immerso in una proposta culturale che a Mesoraca continua a intrecciare letteratura, teatro, fotografia e memoria.
Oggi il festival guarda alle pagine più delicate dell’Italia contemporanea
La giornata di sabato 5 settembre cambia registro, ma non perde il filo conduttore della riflessione.
Alle 18.30, nella Sala Capitolare del Santuario del SS. Ecce Homo, è in programma l’incontro con Antonio Anastasi, giornalista del Quotidiano del Sud e autore di Un’altra pelle – La scelta di Salvatore Cortese, ex killer della ’ndrangheta che ha spezzato l’omertà, pubblicato da Luigi Pellegrino Editore.
Anastasi dialogherà con Giancarlo Costabile e Simone Puccio. Al centro del libro c’è la storia di Salvatore Cortese, ex killer della ’ndrangheta ed ex braccio destro del boss di Cutro Nicolino Grande Aracri, e la scelta di rompere il muro dell’omertà.
Alle 21.00, invece, sul sagrato del Santuario, sarà protagonista Luigi de Magistris, autore di Poteri occulti, edito da Fazi Editore. A dialogare con lui sarà Elisa Chiriano.
Il libro affronta l’evoluzione dei poteri nascosti in Italia dalla Prima Repubblica a oggi, attraversando pagine della storia nazionale segnate dalla strategia della tensione, dalla P2 e dalle trasformazioni dei poteri criminali e istituzionali.
Due appuntamenti diversi, ma accomunati dalla volontà di riportare al centro del dibattito le pagine più complesse della storia italiana, attraverso il racconto, l’analisi e la testimonianza.
Domani l’omaggio a Filippo Falbo
E mentre il programma di oggi guarda all’attualità, il festival prepara già uno dei suoi momenti più importanti.
Domani sera, 6 settembre alle ore 21, il Santuario del SS. Ecce Homo ospiterà l’intitolazione della prima edizione del Premio Letterario Nazionale “Mesoraca in Festival – Messurga Opera Prima” a Filippo Falbo, poeta, scrittore e intellettuale mesorachese.
Non sarà soltanto un momento celebrativo, ma un vero e proprio atto di memoria nei confronti di un figlio di Mesoraca che seppe portare la propria terra dentro un percorso culturale sviluppatosi anche lontano dalla Calabria, in particolare a Torino.
La sua produzione attraversò narrativa, poesia e riflessione culturale, con opere come Lumi di carta, La parola, Racconti di fiume e di lago e Ginestra bianca. Sonetti. Nel suo percorso culturale ebbe inoltre rapporti con importanti personalità della cultura italiana, tra cui Italo Calvino, Giorgio Barberi Squarotti, Gianni Vattimo, Donato Pirovano, Matteo Rivoira, Gian Luigi Beccaria e Giuseppe Amoroso.
L’intitolazione del Premio nasce dunque dall’idea di trasformare la memoria di Filippo Falbo in una nuova occasione di incontro con la cultura.
Una notte di orgoglio, memoria e identità, per ricordare un uomo che, attraverso la parola, ha raccontato la propria terra e che proprio attraverso la parola continuerà a incontrare le generazioni future.