Mendicino accende l’estate culturale: teatro, mito e paesaggio con “La scuola dei classici 2026”

Dal teatro d’ombre ai trekking narrativi, fino ai video mapping e agli spettacoli con grandi protagonisti della scena italiana: il borgo calabrese si trasforma in un laboratorio culturale diffuso

A cura di Redazione
28 maggio 2026 11:00
Mendicino accende l’estate culturale: teatro, mito e paesaggio con “La scuola dei classici 2026” - Foto: Redazione
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Mendicino – Un borgo che diventa palcoscenico, laboratorio creativo e spazio immersivo dove teatro, paesaggio, tecnologia e formazione si intrecciano in un’unica esperienza culturale. È questo lo spirito de “La scuola dei classici 2026”, la rassegna che tra maggio e giugno trasformerà Mendicino in uno dei centri culturali più dinamici della Calabria.

L’iniziativa, promossa dalla compagnia Porta Cenere con la direzione artistica di Nat Filice e Mario Massaro, coinvolgerà il Teatro Comunale, Palazzo Campagna, l’Anfiteatro Catalano, il centro storico e i percorsi naturalistici del territorio, con il sostegno della Regione Calabria attraverso il programma “La Calabria che incanta”.

Non una semplice stagione teatrale, ma un vero sistema narrativo diffuso nel quale spettacolo, formazione e territorio diventano elementi inseparabili della stessa esperienza. Il progetto punta soprattutto sul coinvolgimento delle nuove generazioni, trasformando il pubblico in parte attiva del racconto attraverso laboratori, percorsi immersivi e sperimentazioni artistiche.

Tra gli appuntamenti più attesi spicca “Le Troiane” da Euripide, diretto da Nat Filice, in programma il 30 maggio al Teatro Comunale. Una rilettura contemporanea della tragedia classica nella quale le donne di Troia diventano simbolo universale delle ferite della guerra. Nella stessa giornata spazio anche al teatro per l’infanzia con “Le avventure di Giovannino” di Elisa Ianni Palarchio, spettacolo ispirato alle fiabe di Italo Calvino costruito attraverso il dialogo diretto con i bambini.

Il cartellone alternerà grandi classici, sperimentazione e teatro civile. Il 5 giugno Debora Caprioglio interpreterà Artemisia Gentileschi nel monologo “Non fui gentile, fui Gentileschi”, mentre il 17 giugno Paola Quattrini porterà in scena “Il potere di un no”, dedicato alla storia di Franca Viola e alla sua battaglia contro il matrimonio riparatore.

Grande attenzione anche alla contaminazione tra arti visive e architettura. I video mapping di Giampaolo Palumbo trasformeranno facciate storiche e piazze del borgo in superfici narrative luminose, riscrivendo gli spazi urbani attraverso immagini, luce e movimento.

Il festival guarderà inoltre al rapporto tra uomo e natura con trekking urbani, osservazioni astronomiche e percorsi esperienziali tra il centro storico e Monte Cocuzzo. Il paesaggio non farà da semplice sfondo, ma diventerà parte integrante della narrazione teatrale e poetica.

Il gran finale è previsto il 20 giugno all’Anfiteatro Catalano con Giorgio Colangeli protagonista di “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, viaggio dantesco accompagnato dalle improvvisazioni musicali di Tommaso Cuneo. Un epilogo simbolico per una rassegna che punta a trasformare Mendicino in un luogo dove cultura, memoria e innovazione possano convivere stabilmente.

“La scuola dei classici 2026” non si presenta soltanto come un festival teatrale, ma come un progetto di rigenerazione culturale del territorio, nel quale il borgo stesso diventa racconto vivo, esperienza condivisa e spazio di immaginazione collettiva.

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