Medici in Calabria, Rosellina Madeo (Pd): “Non servono appelli ma strutture all’avanguardia"
Mancano medici, sicurezza e infrastrutture: il caso dell’ospedale della Sibaritide e dei presidi territoriali
A scriverlo è Rosellina Madeo (Pd), che denuncia le criticità della sanità calabrese tra carenza di personale, sicurezza e gestione delle strutture. In Calabria, la mancanza di medici di medicina generale e specialisti resta un problema urgente. In sede di consiglio regionale è stata approvata la proposta di legge che consente il conferimento di incarichi ai medici in quiescenza, soluzione oggi percorribile ma certamente non la più opportuna. Servono invece strategie di lungo periodo, con stipendi adeguati, strutture moderne e sicure, capaci di attrarre giovani professionisti e trattenere chi si forma nelle università regionali.
Sul tema di una sanità più attrattiva e performante, l’ospedale della Sibaritide rappresenta un caso emblematico. Pensato come polo d’avanguardia e centro in grado di attrarre specialisti, il nosocomio sembra già vittima di un depotenziamento: dalla medicina nucleare all’unico ciclotrone programmato in Calabria, le risorse e le ambizioni rischiano di ridursi. Da potenziale Hub regionale, l’ospedale rischia di diventare un semplice spoke, moderno ma limitato a unire quanto già presente nei presidi di Rossano e Corigliano.
Anche la sicurezza nei presidi calabresi resta un problema. Lo Spoke di Corigliano-Rossano ne è un esempio: mentre l’area interventistica è stata allocata a Rossano e quella destinata alle cronicità a Corigliano, ostetricia e ginecologia sono state trasferite a Rossano, con lavori da 1,6 milioni di euro che però non hanno portato alla piena operatività del reparto, a causa della carenza di medici e partorienti. La domanda che sorge spontanea è: perché non dirottare queste risorse verso altri ospedali con esigenze più urgenti, come il blocco operatorio di Paola, dove serve un impianto di riciclo dell’aria?
Affinché la rete ospedaliera funzioni davvero, occorre rafforzare anche la medicina territoriale. Tuttavia, cronache recenti raccontano di postazioni chiuse o assenti: l’ex guardia medica di Schiavonea chiusa durante le festività, quella di Villapiana ferma per la maggior parte della settimana, e Longobucco senza guardia medica né postazione di emergenza territoriale. Esempi concreti, come la corsa disperata del signor Antonio Sommario verso lo Spoke di Corigliano-Rossano per trovare soccorso, dimostrano quanto sia urgente garantire assistenza rapida e sicura.
Rosellina Madeo conclude sottolineando che la Calabria deve riappropriarsi del diritto alla salute, garantendo strutture efficienti, medici sufficienti e servizi territoriali funzionanti, così da non lasciare più le famiglie con l’angoscia di chiedersi “cosa sarebbe successo se i soccorsi fossero arrivati in tempo”.