Marcellinara torna al 1445: la piazza si trasforma in un feudo medievale

Dame e cavalieri, bandiere, tamburi, rapaci, armature, musica, danze e fuoco hanno animato giovedì sera il centro del paese con la rievocazione “Il Feudo di Marcellinara nella Calabria Aragonese”

A cura di Redazione
19 settembre 2026 20:00
Marcellinara torna al 1445: la piazza si trasforma in un feudo medievale - Foto Uff Stampa Comune di Marcellinara
Foto Uff Stampa Comune di Marcellinara
Condividi

MARCELLINARA – Per una sera la piazza di Marcellinara non è stata soltanto una piazza. È diventata una corte medievale, riportando idealmente il paese indietro nel tempo, fino al 1445, tra dame e cavalieri, cortei, armature, musiche, danze, combattimenti e spettacoli di fuoco.

La rievocazione storica “Il Feudo di Marcellinara nella Calabria Aragonese” ha trasformato il cuore del paese in un grande teatro a cielo aperto, dando vita a una delle pagine più suggestive della storia locale. Circa 70 rievocatori, tra bambini e adulti, hanno partecipato alla rappresentazione insieme agli amici arrivati da Mercato San Severino, creando un ponte tra due comunità unite dalla passione per la storia e la tradizione.

Particolarmente apprezzate le evoluzioni degli Sbandieratori Besidias di Bisignano, che hanno accompagnato la serata con le loro spettacolari esibizioni.

Atmosfera medievale anche grazie alle musiche e alle danze dell’Ensemble Kalenda Maya, mentre grande curiosità ha suscitato l’esibizione dei rapaci dell’Associazione Artiglio dell’Aquila, con il falconiere Carmine Golia.

Non sono mancati i combattimenti dei cavalieri in armatura dell’Ordo Draconis – Compagnia del Drago di Trebisacce, protagonisti di duelli e scene che hanno contribuito a rendere ancora più coinvolgente la rievocazione.

A catturare l'attenzione del pubblico anche il fuoco, con l'esibizione del mangiafuoco Antonio Paonessa, capace di regalare momenti di grande spettacolarità.

Un ruolo centrale è stato affidato inoltre ai costumi medievali, curati nei dettagli da Maria Capalbo. Dame, cavalieri, soldati, popolani e personaggi della corte hanno così contribuito a ricreare l’atmosfera di un borgo calabrese del Quattrocento.

Davanti al Palazzo Sanseverino, il racconto curato dal direttore artistico Giuseppe Scerbo Sarro e da Sara Scerbo Rombiolo ha raggiunto uno dei momenti più significativi della serata, con la proclamazione del feudo, la figura di Nicola Sanseverino, il corteo e le nozze con Giacomella de Rodia.

Una rappresentazione pensata non soltanto come spettacolo, ma anche come occasione per riscoprire e valorizzare la memoria storica di Marcellinara.

Importante anche la presenza dell’Universitas Sancti Severini di Mercato San Severino, tornata per la seconda volta a condividere l’iniziativa con la comunità marcellinarese. Un legame sottolineato dagli stessi partecipanti, che hanno definito l’esperienza «straordinaria», vissuta «con gioia, emozione e profonda partecipazione».

A tracciare il significato dell’iniziativa è stato il sindaco Vittorio Scerbo, che ha sottolineato la volontà dell’amministrazione di continuare a raccontare e valorizzare la storia locale.

«Questa è la nostra storia – ha dichiarato il sindaco – e vogliamo continuare a raccontarla e valorizzarla come mai prima d’ora. Marcellinara possiede un patrimonio straordinario: farlo vivere significa trasmetterlo ai nostri ragazzi, farlo conoscere ai visitatori e costruire nuove opportunità per il nostro territorio».

Una serata che ha coinvolto l’intera comunità e il pubblico presente, grazie al lavoro dei rievocatori di Marcellinara, delle associazioni, degli artisti, dei volontari e di quanti hanno lavorato alla preparazione dei costumi e degli allestimenti.

Per qualche ora, così, Marcellinara ha riaperto una finestra sul Quattrocento, trasformando la propria piazza in una corte della Calabria aragonese e affidando alla rievocazione il compito di far rivivere una storia capace ancora oggi di creare partecipazione e legami.

Segui CalabriaOk