“Mamma Calabria”, il viaggio da mare a mare raccontato da Alessandro Frontera

L’autore racconta il viaggio nell’anima della Calabria e il legame con i territori durante l’incontro promosso da a Crotone

A cura di Redazione
09 marzo 2026 09:00
“Mamma Calabria”, il viaggio da mare a mare raccontato da Alessandro Frontera - Foto: Uff. Stampa Associazione Io Resto
Foto: Uff. Stampa Associazione Io Resto
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Un viaggio da un mare all’altro della Calabria, ma soprattutto un percorso dentro sé stessi e dentro l’anima di una terra spesso raccontata solo attraverso le sue difficoltà. È questo il cuore di “Mamma Calabria – Un Cammino nell’Anima”, il libro di Alessandro Frontera scritto insieme a Danilo Verta, presentato a Crotone in un incontro promosso dall’associazione #IoResto in collaborazione con la Libreria Cerrelli. L’evento si è svolto nella cornice del MaraVinarte, in piazza Immacolata, trasformandosi in un momento di confronto sul valore del territorio, e della narrazione della Calabria.

La serata, molto partecipata, ha messo al centro non solo il libro ma anche il significato più profondo del camminare e del raccontare i luoghi. Il dialogo con il pubblico, guidato da Alessia Sisca e Paolo Cerrelli, ha ripercorso le tappe di un cammino che attraversa paesaggi, borghi e storie delle aree interne, restituendo un’immagine della Calabria fatta di identità, memoria e possibilità.

Ad aprire l’incontro è stato Gianni Pitingolo, presidente dell’associazione #IoResto, che ha invitato a superare la narrazione esclusivamente negativa della regione, ricordando come la Calabria sia ricca di luoghi, competenze e relazioni da valorizzare.

Per l’autore, il libro nasce prima di tutto da un bisogno personale e da un’esperienza vissuta passo dopo passo. “Attraversare la Calabria da un mare all’altro non è stato solo un cammino geografico, ma un attraversamento interiore. Ho sentito il bisogno di mettermi in ascolto per affrontare un momento difficile della mia vita e condividere il viaggio con un compagno di cammino. Mamma Calabria è nato così, passo dopo passo, non come progetto editoriale ma come esigenza personale”.

Il racconto si sviluppa attraverso uno sguardo lento e immersivo, che deriva proprio dall’esperienza del camminare. “Il mio approccio è lento, immersivo. Non racconto la Calabria dall’alto, ma da dentro. Camminare mi consente di cogliere dettagli che spesso restano nascosti: uno sguardo, un silenzio, una porta socchiusa, un profumo nell’aria. Voglio far emergere la bellezza di questa terra, una bellezza che troppo spesso viene oscurata da una visione pessimistica concentrata solo sui problemi”.

Secondo Frontera, proprio questo cambio di prospettiva può aiutare a rileggere il rapporto tra i calabresi e la propria terra. “La nostra Calabria è meravigliosa, ma bisogna saperla osservare con gli occhi giusti, capaci di riconoscere le fragilità senza dimenticare la forza e le possibilità che custodisce”.

Il messaggio che l’autore spera di lasciare al pubblico è legato alla fiducia nelle potenzialità della regione. “Il mio desiderio è contagiare, anche solo un po’, i calabresi con l’entusiasmo e l’amore che provo per questa terra. La Calabria è ricca di possibilità ancora inespresse, unica dal punto di vista paesaggistico, naturalistico e culturale”.

Un invito che diventa anche una riflessione sul futuro dei territori. “Rispettare la terra significa imparare a viverla davvero, poter raccogliere i suoi frutti senza sentirsi costretti a partire verso luoghi lontani. Credo che possiamo fare qualcosa di positivo per i nostri luoghi natii e per le nostre radici. Il primo passo è tornare a guardarli con amore, responsabilità e fiducia”.

L’incontro crotonese ha così confermato come il racconto dei territori possa diventare uno strumento di partecipazione e consapevolezza, rilanciando l’idea di una Calabria non solo da raccontare, ma da vivere e attraversare con occhi nuovi.

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