Maltempo, il Consorzio: “Interventi continui su Crati e Tarsia”

Dopo le piene in Calabria, il Consorzio di Bonifica chiarisce competenze e azioni su dighe e reticolo di scolo: nessuna vittima

A cura di Redazione
15 febbraio 2026 22:00
Maltempo, il Consorzio: “Interventi continui su Crati e Tarsia” -
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Il Consorzio di Bonifica della Calabria resta operativo sul territorio con uomini e mezzi e con la cabina di regia ancora in stato di allerta per fronteggiare le conseguenze dell’ondata di maltempo che ha colpito la regione. L’ente sottolinea come l’azione sia stata orientata fin dalle prime ore a mitigare i danni già causati, nella consapevolezza di quanto realizzato e di ciò che potrà essere ulteriormente migliorato per contenere gli effetti degli eventi alluvionali.

Il Consorzio precisa che la propria competenza riguarda il reticolo di scolo e non comprende fiumi e torrenti. L’attività manutentiva sulle opere consortili, viene evidenziato, è costantemente eseguita con personale e mezzi propri, come documentato anche negli ultimi due anni. Dopo oltre venti giorni di piogge che hanno saturato i terreni, le eccezionali portate idriche dei fiumi — la cui gestione non è di competenza consortile — hanno provocato la rottura di argini in diversi punti, determinando allagamenti soprattutto nelle aree di Cassano allo Ionio, Corigliano-Rossano e Tarsia.

Le opere di scolo consortili, pur manutenute e in efficienza, non avrebbero potuto reggere il flusso proveniente dai torrenti che raccolgono le acque di un bacino imbrifero di circa 2.500 chilometri quadrati, modulando milioni di metri cubi d’acqua. Su richiesta e in costante coordinamento con sindaci, Regione, Protezione Civile e gli altri soggetti impegnati, il Consorzio è intervenuto anche con attività non convenzionali, come il ripristino di arginature e l’apertura di sbocchi a mare. Impiegati escavatori, camion, trattori, autocarri e attrezzature, con personale operativo 24 ore su 24 fin dalle prime fasi dell’emergenza, compreso il supporto ai cittadini nelle abitazioni allagate. L’attivazione delle idrovore, tuttora in esercizio, ha consentito in alcune zone di ridurre l’estensione degli allagamenti.

Particolare attenzione è stata dedicata alla Diga “Farneto del Principe” e allo sbarramento “Strette di Tarsia” sul Fiume Crati, con tecnici, manovratori e operai al lavoro giorno e notte, in coordinamento con Regione e Protezione Civile, per modulare i quantitativi d’acqua rilasciati attraverso operazioni di laminazione e contenere i livelli del fiume durante e dopo l’emergenza.

Sulla Diga Traversa di Tarsia viene specificato che l’opera dispone di concessione semestrale a esclusivo uso irriguo e non è deputata alla laminazione delle piene. Tuttavia, su istanza della Protezione Civile e dopo confronto con Ministero e Prefettura, è stato chiesto al Consorzio di modulare i volumi in ingresso per scongiurare danni a cose e persone. Le paratoie non sono state chiuse completamente, ma movimentate esclusivamente per regolare e attenuare i flussi nei limiti della quota massima autorizzata. L’infrastruttura sottende un bacino di oltre 1.300 chilometri quadrati e ha consentito un deflusso quanto più graduale possibile verso valle. All’idrometro di Santa Sofia Depiro si è registrata una portata di circa 471 metri cubi al secondo, dato che non rappresenta comunque l’intero fenomeno che ha interessato il bacino del Crati.

Le aree a valle hanno risentito anche dei contributi di altri corsi d’acqua, come il Coscile e l’Esaro, che hanno fatto registrare picchi eccezionali, in un quadro definito straordinario dai dati ufficiali di ARPACAL. Il risultato più rilevante, viene sottolineato, è l’assenza di vittime, frutto della sinergia tra Protezione Civile, Consorzio e Arpacal.

Sin dalle prime ore è stato attivato un monitoraggio costante attraverso il sistema AllertCal, con verifiche orarie — e nei momenti più critici anche più ravvicinate — a monte e a valle delle aree interessate, sopralluoghi diretti, controlli da remoto e continuo confronto con le previsioni meteorologiche, per valutare tempestivamente l’evoluzione degli scenari e adottare le azioni più adeguate.

Il Commissario straordinario, Giacomo Giovinazzo, ribadisce che l’attività di sorveglianza e gestione proseguirà senza sosta, con uomini e mezzi ancora sul campo per completare le operazioni di ripristino e messa in sicurezza.

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