Mafia, a Crotone i detenuti leggono i nomi delle vittime
Percorso concluso in carcere: letti i nomi delle vittime e opere simboliche per riflettere su mafia e seconde possibilità
Si è svolto questa mattina, presso la Casa Circondariale di Crotone, l’evento conclusivo del percorso “Memoria e impegno”, iniziativa promossa dal coordinamento provinciale di Libera Crotone in preparazione alla Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Un momento di intensa partecipazione civile che ha visto i detenuti protagonisti di un percorso di riflessione e consapevolezza.
Il progetto, articolato in quattro incontri e coordinato dal referente di Libera Antonio Tata insieme a Antonella Marazziti e Umberto Ferrari, ha permesso ai partecipanti di confrontarsi con testimonianze significative, come quella di Vincenzo Chindamo, fratello di Maria, vittima di lupara bianca, e l’esperienza nel sociale di Pino De Lucia di Agorà Kroton.
Di particolare rilievo il messaggio inviato dall’avvocato Giovanna Francesca Russo, Garante regionale dei diritti delle persone detenute, che ha sottolineato il valore della seconda possibilità e il ruolo del carcere come presidio di civiltà e recupero.
Il momento più particolare della mattinata è stato rappresentato dalla lettura dei nomi delle donne vittime di mafia. I detenuti hanno dato voce a storie di madri, sorelle e figlie spezzate dalla violenza criminale, trasformando la memoria in un atto collettivo di responsabilità.
Accanto alla parola, spazio anche all’arte: esposte tre opere realizzate con cartoncino e riso colorato, arricchite da simboli primaverili. Tra queste, un cuore spezzato a rappresentare la ferita dell’umanità e un’opera dedicata agli orfani delle mafie, segno di una riflessione profonda sul dolore generato dalle scelte criminali.
L’iniziativa ha visto la partecipazione delle istituzioni dell’esecuzione penale, tra cui il direttore Uiepe Calabria Rocco Scicchitano, la direttrice Ulepe Crotone Adele Battigaglia, il primo dirigente Salvatore Opipari e il comandante Claudio Caruso. Presente anche il corpo docente del CPIA, impegnato quotidianamente nel trasformare il tempo della detenzione in occasione di crescita culturale e personale.
In chiusura, la direttrice della Casa Circondariale di Crotone, Mariastella Fedele, ha evidenziato il valore del protocollo d’intesa con Libera Crotone, sottolineando come iniziative di questo tipo contribuiscano a trasformare la pena in un percorso di ricostruzione morale.