Madonna della Consolazione, Reggio Calabria si stringe alla sua Patrona ricordando Anthea e Giovanni
Dall’Eremo alla Cattedrale la tradizionale processione della Sacra Effigie. Il messaggio di monsignor Morrone: «Maria ci insegna a camminare insieme». La città vive la festa nel segno del dolore per Anthea e Giovanni
REGGIO CALABRIA – La Madonna della Consolazione è tornata a scendere dall’Eremo verso il cuore di Reggio Calabria, accompagnata dalla devozione di una città che ancora una volta si è ritrovata lungo le strade per salutare la propria Patrona. Ma quella di quest’anno è stata una festa diversa, attraversata dalla fede e dalla tradizione, ma anche dal dolore per il tragico incidente stradale che ha colpito la comunità nelle scorse ore.
La giornata è iniziata con l’uscita della Sacra Effigie dalla Basilica dell’Eremo e con il tradizionale cammino verso la Cattedrale. La processione, partita alle 8, ha attraversato la città fino all’arrivo in Basilica Cattedrale, dove la Madonna è stata accolta da una folla emozionata. La vigilia era stata aperta dalla veglia mariana presieduta dall’arcivescovo monsignor Fortunato Morrone.
Il messaggio di monsignor Morrone: fede significa responsabilità
Nel cuore della celebrazione c'è stato il messaggio dell’arcivescovo Fortunato Morrone, che ha affidato alla Madonna la diocesi, le famiglie, i giovani, i più fragili e quanti hanno responsabilità pubbliche.
Per Morrone, affidarsi a Maria non significa soltanto chiedere protezione, ma lasciarsi condurre verso Cristo. «Maria viene a consegnarci Gesù», ha ricordato l’arcivescovo, richiamando il Vangelo di Luca e la figura di Maria come donna capace di vivere la propria fede nella responsabilità.
Da qui il tema del camminare insieme, particolarmente significativo per una città che ogni anno si raccoglie attorno alla Vara. La comunità, ha sottolineato Morrone, è fatta di persone diverse che devono però riuscire a procedere insieme, affrontando fatiche, imprevisti e difficoltà attraverso la responsabilità personale e la corresponsabilità.
La processione, dunque, non può essere soltanto un appuntamento della tradizione. Deve lasciare una traccia nella vita quotidiana. L’arcivescovo ha affidato alla Madonna anche chi cerca lavoro, le famiglie in difficoltà, i giovani, le scuole, lo sport, gli educatori, gli operatori sanitari, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e quanti si impegnano ogni giorno per il bene della comunità.
Un pensiero particolare è stato rivolto anche agli amministratori e ai politici, chiamati a esercitare le proprie responsabilità al servizio della giustizia, della pace e del bene comune. Morrone ha invocato una politica «bella, competente, positiva e dialogante», capace di guardare alle nuove generazioni e alla rinascita sociale, culturale ed economica del territorio.
Una città unita anche nel dolore
Quest'anno, però, alla festa si è sovrapposto il dolore per la tragedia che ha sconvolto Reggio Calabria. Il grave incidente avvenuto sulle Bretelle del Calopinace ha provocato la morte della giovane Anthea, mentre Giovanni, 22 anni, è rimasto gravemente ferito e ricoverato al Grande ospedale metropolitano.
Il lutto ha cambiato inevitabilmente il volto della festa. Il sindaco Francesco Cannizzaro ha deciso di annullare i concerti previsti a Piazza Indipendenza e all'Arena dello Stretto in segno di rispetto per le vittime.
Così la Consolazione è diventata ancora più profondamente un momento di affidamento. La città ha portato davanti alla Patrona non soltanto la gioia della festa, ma anche la paura, le lacrime e le domande di una comunità ferita.
Durante la processione, anche il sindaco ha affidato alla Madonna la città, la giovane vittima dell'incidente e la speranza per il ragazzo ancora ricoverato.
È il senso più profondo di una ricorrenza che, come riconosce lo stesso Comune, rappresenta il principale appuntamento religioso e civile della città e coinvolge famiglie, giovani e intera comunità reggina.
La Vara davanti a Palazzo Campanella
Nel suo tradizionale percorso, la Sacra Effigie ha raggiunto anche Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria. Qui il presidente dell'Assemblea legislativa Salvatore Cirillo, insieme a dirigenti, funzionari, dipendenti dell'Ente e alle loro famiglie, ha reso omaggio alla Madonna durante il passaggio della Vara lungo via Cardinale Portanova.
«Vedere la Sacra Effigie rivolta verso Palazzo Campanella è stato un momento di profonda emozione», ha detto Cirillo, definendo quello sguardo come «l’abbraccio della Madonna della Consolazione alla casa di tutti i calabresi».
Il presidente del Consiglio regionale ha sottolineato come la festa rappresenti per Reggio il momento in cui la città ritrova la propria identità e rinnova un legame secolare fatto di fede, affidamento e speranza.
Non è un caso che il percorso della Vara attraversi proprio la zona di Palazzo Campanella. Il Consiglio regionale ha scelto quest'anno di partecipare alle celebrazioni anche attraverso la mostra “Consolazione, culti, devozione, memoria e comunità”, l'illuminazione d'azzurro della sede istituzionale e la proiezione sulla facciata dei volti della Madonna e del Bambino.
Per Cirillo, il verbo consolare contiene anche una precisa responsabilità civile: non lasciare solo chi soffre, ascoltare e trasformare la solidarietà in azione concreta. Un messaggio che, secondo il presidente, riguarda direttamente anche le istituzioni, chiamate a prendersi cura dei più fragili e a difendere la dignità di ogni persona.
Minasi: «Una comunità stretta attorno alla sua Patrona»
Sulla stessa linea il messaggio della senatrice della Lega Tilde Minasi, presente alle celebrazioni.
«Si rinnova un rito secolare, che si ripete ogni anno identico a se stesso e tiene insieme un'intera città», ha sottolineato la senatrice, evidenziando come la devozione alla Madonna della Consolazione rappresenti uno dei momenti capaci di unire maggiormente la comunità reggina.
Ma quest'anno, ha aggiunto, l'emozione è accompagnata da un dolore profondo per la tragedia che ha coinvolto Anthea e Giovanni.
Da qui la preghiera rivolta ai due giovani e alle loro famiglie e la condivisione della scelta del sindaco Cannizzaro di annullare i festeggiamenti laici della serata.
«La devozione per la Madonna della Consolazione è innanzitutto l’occasione per unirsi, ritrovare il senso di comunità e sostenersi a vicenda», ha affermato Minasi, sottolineando come questo messaggio sia ancora più forte in un anno segnato dal dolore.
La festa continua, ma con uno sguardo alla città
La Madonna è così tornata al Duomo tra applausi, lacrime e sorrisi, in un abbraccio collettivo che ha coinvolto fedeli, portatori, famiglie e istituzioni.
La festa mariana proseguirà nei prossimi giorni fino al tradizionale appuntamento del 15 settembre, quando è prevista la liturgia pontificale presieduta da monsignor Edgar Peña Parra, l'offerta del Cero votivo e, nel pomeriggio, la processione della Venerata Effigie per le vie della città.
Ma il significato della Consolazione, quest'anno, va oltre il calendario delle celebrazioni. La Vara che attraversa Reggio porta con sé la storia di una comunità che si riconosce nella propria Patrona. E mentre la città accompagna Maria, affida a lei anche le proprie ferite: quelle delle famiglie, dei giovani, di chi soffre e, oggi più che mai, di una comunità chiamata a ritrovarsi unita nel dolore e nella speranza.