Longo avverte il Crotone: “Bella quando può, ma anche cattiva quando serve”

Il tecnico rossoblù analizza il 2-0 di Cosenza partendo dalla prestazione e lanciando un messaggio chiaro alla squadra: il successo del “San Vito-Marulla” è un punto di partenza, non di arrivo

A cura di Redazione
20 gennaio 2026 07:45
Longo avverte il Crotone: “Bella quando può, ma anche cattiva quando serve” -
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Il derby di Calabria restituisce al Crotone una vittoria pesante e, soprattutto, un’identità ritrovata. Dopo il 2-0 inflitto al Cosenza al “San Vito-Marulla”, Emilio Longo sceglie parole lucide, dirette, fedeli a una prestazione che segna un passaggio chiave nella stagione rossoblù.

«Abbiamo fatto una buona gara – spiega l’allenatore – e questo riconoscimento va trasferito alla squadra, anche se in questo periodo non aveva bisogno di complimenti». Il Crotone cambia spartito, prepara un piano gara diverso e lo applica con convinzione. «Abbiamo lavorato tutta la settimana con la giusta attitudine e oggi la squadra ha riportato tutto in campo. Ho visto voglia, disponibilità e spirito».

I numeri rafforzano le sensazioni: più tiri, più occasioni, più presenza offensiva. Ma per Longo il dato decisivo è un altro. «La squadra ha messo quella cattiveria agonistica che spesso non avevamo avuto. Forse si è capito che dobbiamo invertire la rotta ed essere più concreti». Il messaggio è netto: il Crotone ha sempre saputo stare dentro le partite, ora deve imparare a vincerle.

«Sull’organizzazione di gioco siamo sempre stati una squadra credibile – continua – ma probabilmente avevamo bisogno di qualche schiaffo in più per crescere. Dobbiamo unire le due cose: essere belli quando possiamo, ma anche concreti e brutti quando serve». Una sintesi che racconta meglio di ogni altra il derby vinto.

La svolta non nasce da una semplice ramanzina, ma dalla risposta del gruppo. «Le cose funzionano perché c’è chi recepisce. I ragazzi sono sempre stati rispettosi e disponibili. Oggi tutti abbiamo fatto un passo in più verso quella voglia di riscatto che deve restare dentro di noi con continuità». E l’avvertimento finale è chiaro: «Oggi mi hanno fatto vedere qualcosa di bello, ma me lo devono continuare a far vedere».

Il successo arriva dopo un periodo complicato, ma Longo invita a leggere il cammino con equilibrio. Benevento resta un rimpianto, Altamura una lezione dura. «Contro l’Altamura abbiamo avuto il 70% del possesso senza essere qualitativi e abbiamo perso sull’unica palla dentro l’area. Questa vittoria, invece, può darci consapevolezza e l’idea di poter essere protagonisti fino alla fine».

Nel girone C, però, non basta il gioco. «Qui non serve essere accademici. L’Accademia si fa nelle amichevoli. In questo campionato servono determinazione, duelli vinti, cinismo». Anche dopo una prova quasi perfetta, Longo individua un limite su cui lavorare: «Abbiamo creato tanto e sprecato troppo. Con 13 tiri, nove nello specchio, dobbiamo crescere nella finalizzazione. Siamo la terza difesa del campionato: se alziamo il valore esecutivo possiamo toglierci altre soddisfazioni».

Il derby ha anche un valore simbolico forte. «Dedichiamo questa vittoria al presidente Giovanni Vrenna e al direttore generale Raffaele Vrenna. Sappiamo quanto ci tenessero. Nell’ultimo periodo non abbiamo regalato loro momenti di gloria, stasera sì».

La festa, però, dura poco. «Abbiamo bisogno di continuità. Ci prendiamo 24 ore per goderci una vittoria così importante e poi testa al Potenza. Servirà la stessa carica emotiva, nervosa ed energetica».

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