Lamezia Terme ricorda Pietro Caligiuri a 30 anni dal sacrificio
Cerimonia commemorativa tra commissariato e cattedrale per il vice sovrintendente della Polizia di Stato insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile
Lamezia Terme ha ricordato ieri il vice sovrintendente della Polizia di Stato Pietro Caligiuri, a trent’anni dalla sua morte avvenuta il 10 maggio 1996 ad Accaria di Serrastretta durante un conflitto a fuoco con un malvivente, a pochi passi dalla propria abitazione. Decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria, Caligiuri è stato commemorato nel corso di una cerimonia alla presenza delle autorità civili, militari e religiose.
La commemorazione si è aperta con la deposizione di un cuscino di fiori presso la stele dedicata ai caduti della Polizia di Stato, all’interno del Commissariato di Lamezia Terme. Presenti il prefetto Castrese De Rosa e il questore Giuseppe Linares, insieme ai familiari del poliziotto, ai rappresentanti dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato e delle organizzazioni sindacali.
Successivamente, nella Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, si è svolta la celebrazione religiosa officiata dal vescovo monsignor Serafino Parisi, affiancato dal cappellano della Polizia di Stato don Alessandro Nicastro.
Nel corso della cerimonia è stato ribadito il valore della memoria e il significato del sacrificio degli appartenenti alle Forze dell’Ordine, quotidianamente impegnati nella difesa delle istituzioni democratiche e nel contrasto alla criminalità.
Il 10 maggio 1996, pur essendo libero dal servizio, Pietro Caligiuri intervenne per soccorrere alcuni cittadini minacciati da due uomini, padre e figlio, che al culmine di una lite con alcuni vicini avevano imbracciato fucili da caccia esplodendo colpi contro abitazioni e passanti. Il vice sovrintendente affrontò la situazione mosso dal senso del dovere, ma venne colpito mortalmente.
Per il gesto eroico compiuto, il 19 maggio 1997 il Presidente della Repubblica conferì a Caligiuri la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria. Con decreto del Ministro dell’Interno del 23 maggio 1997 gli venne inoltre riconosciuta la qualifica di “vittima del dovere”