Lamezia Terme, Festival “Trame” si chiude con Gratteri

“Il governo sta smontando la giustizia. Io in politica? Penso di no”

A cura di Redazione
23 giugno 2026 08:00
Lamezia Terme, Festival “Trame” si chiude con Gratteri - Foto: Uff. Stampa Trame Festival
Foto: Uff. Stampa Trame Festival
Condividi

Lamezia Terme - Si è chiusa a Lamezia Terme la quindicesima edizione di “Trame”, il Festival dei libri sulle mafie, con l’intervento di Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Napoli, e con l’annuncio del passaggio di testimone alla direzione artistica: dal 2027 sarà Raffaella Calandra, giornalista di “Radio 24 - Il Sole 24 Ore”, a guidare il festival, subentrando a Giovanni Tizian, vicedirettore de “Il Domani”.

“Tutte le riforme fatte non sono servite a nulla, se non a essere dannose, soprattutto in termini di rallentamento dell’acquisizione della prova”, ha affermato Gratteri, presentando a “Trame” i libri scritti con Antonio Nicaso “Cartelli di sangue” e “Come radici. Una storia sulle seconde possibilità”.

Duro l’intervento del procuratore della Repubblica di Napoli sulle riforme della giustizia: “Non sto vedendo l’opposizione strapparsi i capelli per queste riforme. Questa è una cosa che deve essere chiara a tutti”, ha affermato Gratteri. Poi l’affondo: “Stiamo smontando come un trenino Lego tutto il sistema giudiziario, per poi alla fine non toccare i colletti bianchi”.

Il procuratore ha criticato in particolare la riforma della Corte dei Conti: “Se un pubblico amministratore fa un danno di 100 mila euro, paga solo 30 mila. Quindi con lo sconto del 70%, manco fossero i saldi di fine stagione”. E ha aggiunto: “Sapete quel 70% chi lo paga? Lo paghiamo noi con le nostre tasse. Noi facciamo un buono al pubblico amministratore che non ha saputo amministrare, che magari ha elargito favori a centri di potere che portavano pacchetti di 500, 1000 voti”.

Secondo Gratteri, la risposta politica non è stata all’altezza: “Io ho visto un’opposizione tiepida. Per una riforma come quella sulla Corte dei Conti, Verdi e Sinistra italiana avrebbero dovuto occupare il Parlamento”.

Alla domanda su una sua possibile discesa in politica, Gratteri ha risposto: “Io penso di no”. E ha aggiunto: “Io ho una storia di coerenza di vita. Nella mia testa sono stato sempre all’opposizione”. Poi la chiusura: “Sono il felice procuratore di Napoli”.

Il procuratore ha messo in guardia dal potere economico delle organizzazioni criminali: “Le mafie, anche se non uccidono, sono pericolose, perché con i milioni di euro del provento della cocaina comprano attività commerciali, drogano il mercato, comprano pezzi di giornale, comprano pezzi di televisione”. E ancora: “Se compro l’informazione è un’involuzione democratica, e voi non saprete quello che accade nel mondo e quello che accade sul vostro territorio”.

Il procuratore ha poi parlato del traffico di armi e dei rischi legati alle nuove tecnologie: “Immaginate quando finirà la guerra Ucraina-Russia: le nostre mafie andranno lì a fare shopping, a comprare armi, a comprare esplosivo a prezzi da saldo”. E ancora: “Le mafie oggi utilizzano il dark web, utilizzano l’intelligenza artificiale per decidere quale rotta far fare alla nave e per avere meno probabilità di essere intercettati”.

Gratteri ha tracciato anche un bilancio dei primi anni alla guida della procura di Napoli: “In un anno abbiamo definito 6500 fascicoli in più, con lo stesso numero di magistrati. E nel 2025, rispetto agli anni precedenti, abbiamo triplicato le rogatorie internazionali, abbiamo raddoppiato le demolizioni: prima si demolivano 70 palazzi l’anno, adesso ne demoliamo 180. E c’è un terzo in più di arresti”.

A “Trame” è intervenuto anche Jacques Charmelot, autore e regista della docuserie “World Wide Mafia, ’Ndrangheta” su Gratteri e il processo “Rinascita Scott”, ritirata da Disney+ tra le polemiche. Charmelot ha accusato: “Big Media ha paura di Big Mafia perché fanno parte della stessa struttura del capitalismo senza limiti e senza frontiere”.

Sulla diffida legale del collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso, Charmelot ha detto: “Abbiamo fatto un lavoro giornalistico onesto, rispettando le leggi, le indicazioni ricevute e garantendo la protezione dei protagonisti”.

Atto finale dell’edizione 2026 del festival è stata la proiezione del documentario “Giulio Regeni - Tutto il male del mondo”, che ripercorre la scomparsa, le torture e l’uccisione del ricercatore friulano al Cairo nel 2016 attraverso testimonianze e atti processuali. L’opera è finita recentemente al centro delle polemiche dopo che il Ministero della Cultura ha negato i fondi pubblici richiesti per la sua realizzazione.

Il bilancio della quindicesima edizione di “Trame” è di 73 eventi, 160 ospiti e 10 mostre in sei giorni di festival nella città di Lamezia Terme.

Segui CalabriaOk