Laino Borgo, la Corajisima racconta la Quaresima tra riti e comunità

Convegno nella Valle del Mercure: la Corajisima simbolo di attesa e identità. Russo: tradizione da custodire e trasmettere alle nuove generazioni

A cura di Redazione
30 marzo 2026 12:00
Laino Borgo, la Corajisima racconta la Quaresima tra riti e comunità - Foto Uff. Stampa Avi communication
Foto Uff. Stampa Avi communication
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Nel cuore della Valle del Lao – Mercure, la comunità di Laino Borgo si ritrova attorno ai simboli della Quaresima, trasformando la tradizione in occasione di riflessione e condivisione. Protagonista del convegno “Silenzi, suoni e simboli della Quaresima”, ospitato nella biblioteca comunale “Salvatore Mitidieri”, è stata la Corajisima, la bambola di pezza vestita a lutto che da generazioni accompagna questo tempo liturgico.

Un simbolo che, come ha sottolineato il sindaco Mariangelina Russo, rappresenta «un patrimonio simbolico straordinario» per la comunità. Quest’anno la tradizione si è arricchita di un elemento identitario: ogni Corajisima è stata vestita con i colori delle contrade del Palio, coinvolgendo l’intero paese in un rito collettivo che unisce passato e presente.

Dietro questo lavoro c’è un impegno corale, coordinato dall’assessore alla cultura Gina Calvosa, con il contributo di diverse cittadine che hanno realizzato le bambole, rafforzando il legame tra tradizione e partecipazione attiva.

Ma il valore della Corajisima va oltre l’aspetto religioso. Durante il convegno è emersa la profondità antropologica di questo rito, le cui radici affondano in pratiche antiche legate ai cicli della natura, al passaggio dall’inverno alla primavera e al concetto di rinascita. Un patrimonio che, pur trasformato nel tempo, conserva un nucleo originario che parla ancora oggi alla comunità.

Al dibattito hanno partecipato studiosi ed esperti, tra cui Cristian Ferlaino, Andrea Bressi, Angela Cicora e Franco Ferlaino, moderati da Mariateresa Armentano, offrendo uno sguardo tra ricerca accademica e tradizione popolare.

Nel suo intervento, il sindaco ha ribadito come queste pratiche non siano semplici espressioni folkloriche, ma veri e propri “archivi di senso”, in cui si intrecciano storia, antropologia e identità collettiva. Custodirle significa non solo preservarle, ma anche trasmetterle alle nuove generazioni senza svuotarle di significato.

In un tempo segnato dalla velocità e dal consumo immediato, la Corajisima diventa così simbolo di attesa, limite e trasformazione. Un invito a riscoprire il valore dei riti e della comunità, costruita attraverso gesti semplici ma profondamente condivisi.

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