Laino Borgo, il sindaco Russo a sostegno di Tocci: “Difendiamo il senso del servizio pubblico”
Il primo cittadino ricorda la vicenda giudiziaria legata alla tragedia del Lao e chiede maggiore tutela per i sindaci: “Non possiamo diventare il capro espiatorio di ogni tragedia”
LAINO BORGO – Solidarietà istituzionale e una riflessione sul ruolo degli amministratori locali. Sono questi i temi al centro dell’intervento del sindaco di Laino Borgo, Mariangelina Russo, che ha partecipato alla manifestazione organizzata a Civita a sostegno del sindaco Alessandro Tocci, dopo la sentenza di primo grado relativa alla tragedia del Raganello.
Per il primo cittadino di Laino Borgo essere presente all’iniziativa ha rappresentato non solo un gesto di vicinanza personale a un collega amministratore, ma anche l’occasione per richiamare l’attenzione sul delicato equilibrio tra responsabilità istituzionali e limiti operativi dei sindaci.
«Oggi siamo chiamati a riflettere sul rischio che il primo cittadino diventi il capro espiatorio di ogni tragedia, il destinatario automatico di responsabilità che spesso travalicano le reali possibilità di controllo e di intervento di un amministratore locale», ha dichiarato Russo.
Le parole del sindaco assumono un significato particolare alla luce della sua esperienza personale. Tre anni fa, infatti, Russo ricevette un avviso di garanzia nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Denise Galatà, la studentessa diciottenne deceduta nelle acque del fiume Lao durante una discesa di rafting. Una vicenda che si è conclusa con il riconoscimento della totale estraneità ai fatti dell’amministratrice, ma che ha lasciato segni profondi sul piano umano e istituzionale.
«Ho vissuto mesi difficili, fatti di ansia, tensione, sofferenza umana e sacrifici anche economici che nessuno potrà cancellare», ha ricordato il sindaco, sottolineando come il Comune avesse adottato misure preventive attraverso specifiche ordinanze e la trasmissione delle allerte meteo.
Nel suo intervento, Russo ha posto l’accento sulle difficoltà quotidiane affrontate dagli amministratori dei piccoli comuni, spesso chiamati a gestire territori complessi con risorse limitate, personale insufficiente e normative non sempre chiare.
«Noi sindaci dei piccoli comuni viviamo ogni giorno questa condizione. Siamo il primo presidio dello Stato nelle nostre comunità. Rispondiamo a qualsiasi emergenza, a qualsiasi ora, e troppo spesso veniamo lasciati soli», ha affermato.
Il sindaco ha inoltre evidenziato come tragedie come quelle del Raganello e del Lao abbiano segnato profondamente la Calabria, lasciando dolore e ferite ancora aperte nelle famiglie coinvolte. Tuttavia, secondo Russo, il dibattito deve estendersi anche alla necessità di garantire maggiore equilibrio nell’attribuzione delle responsabilità.
«Non chiediamo impunità. Chiediamo giustizia, proporzione, tutela istituzionale e rispetto per chi serve le comunità con sacrificio e dignità», ha dichiarato, ribadendo il proprio sostegno ad Alessandro Tocci e a tutti gli amministratori che operano quotidianamente in contesti difficili.
Da Civita, insieme agli altri sindaci presenti, è stato lanciato un appello affinché il ruolo dei primi cittadini venga maggiormente riconosciuto e tutelato dalle istituzioni nazionali. In particolare, Russo ha auspicato un’iniziativa condivisa tra ANCI, Regioni e Governo per arrivare a una normativa capace di garantire maggiore protezione ai sindaci, considerati un presidio fondamentale dello Stato sui territori.
Il messaggio conclusivo è stato chiaro: vicinanza umana e istituzionale al sindaco Tocci, rispetto per il dolore delle famiglie colpite dalla tragedia del Raganello e richiesta di una riflessione seria sul ruolo degli amministratori locali, affinché nessun sindaco si senta più solo nell’esercizio delle proprie funzioni.