“L’Agliosa”, il piatto umile che racconta la terra di Crotone
Dalla contrada Iannello l’idea di Luigi Santaera: una ricetta semplice e identitaria che valorizza l’aglio locale e la tradizione contadina, tra filiera corta e Km zero
Crotone - Nelle campagne assolate della periferia Crotonese, dove il vento porta con sé l’odore del mare e della terra lavorata, Luigi Santaera continua a coltivare con pazienza e orgoglio ciò che definisce “il sapore vero”. Sessant’anni, mani segnate dal lavoro e uno sguardo attento ai dettagli, Santaera è uno di quegli agricoltori che inseguono sì le mode, ma custodiscono, soprattutto, tradizioni. È proprio dalla sua terra, nella contrada Iannello, che nasce l’idea di una ricetta tanto semplice quanto identitaria: “l’Agliosa”. Il nome non è casuale, ma suggerito – come racconta lui stesso – da un ingrediente speciale: un aglio coltivato localmente, dal profilo aromatico elegante, quasi gentile, lontano dall’aggressività pungente a cui molti sono abituati. “Questo aglio parla da solo”, spiega Santaera. “
Non copre, accompagna. È stato lui a suggerirmi che meritava una ricetta tutta sua”. L’Agliosa è, in apparenza, una variante della classica pasta aglio, olio e peperoncino. Ma nella versione di Santaera diventa qualcosa di più: un omaggio al territorio, un equilibrio studiato tra pochi elementi selezionati con cura. L’olio extravergine proviene dagli uliveti locali, dal gusto fruttato e rotondo; il peperoncino, anch’esso coltivato nei campi della zona, aggiunge carattere senza sovrastare; e poi c’è lui, l’aglio di contrada Iannello, vero protagonista del piatto. La preparazione resta fedele alla semplicità contadina: l’aglio viene appena dorato per sprigionare i suoi aromi senza bruciare, il peperoncino dosato con attenzione, l’olio scaldato al punto giusto.
La pasta, scolata al dente, viene poi amalgamata in questo condimento essenziale, trasformandosi in un piatto che racconta una storia. Non è solo una ricetta, ma una dichiarazione d’identità. In un’epoca in cui la cucina tende spesso alla complessità, l’Agliosa riporta tutto all’essenziale, dimostrando che la qualità degli ingredienti può fare la differenza più di qualsiasi tecnica elaborata. Per Santaera, ogni piatto è un modo per valorizzare la propria terra. E l’Agliosa, con il suo nome evocativo e il suo gusto equilibrato, è destinata a diventare un piccolo simbolo locale: un piatto che nasce nei campi e arriva in tavola senza perdere la sua autenticità. A rendere ancora più concreta questa filosofia è anche il legame familiare. Il figlio, Carmelo, è infatti associato a MagnAmore e ogni domenica porta i prodotti dell’azienda agricola direttamente tra la gente. Al Farmer’s Market di Crotone, nel segno del “Km zero e lode”, vende ciò che il padre coltiva, creando un ponte diretto tra produzione e consumo, tra campagna e tavola.
Il risultato è un sistema semplice ma virtuoso, dove la filiera si accorcia e la qualità aumenta. Chi acquista sa da dove viene ciò che porta a casa, e spesso conosce anche le mani che lo hanno coltivato. “Non serve molto per mangiare bene”, conclude l’agricoltore. “Serve rispetto per quello che coltivi”. E in quell’equilibrio tra semplicità e carattere, l’Agliosa trova la sua forza: un piatto umile, ma con qualcosa da raccontare.