La Tazzina della Legalità al fianco della senatrice Tilde Minasi: la critica è legittima, le minacce sono inaccettabili
Gaglianese: «Si può contestare anche duramente l’operato di una parlamentare, ma nessuna divergenza può giustificare volgarità, intimidazioni o minacce alla sua incolumità personale»
L’Associazione culturale La Tazzina della Legalità esprime la propria piena solidarietà e vicinanza alla senatrice Tilde Minasi, destinataria di una grave minaccia nel corso di un talk televisivo, quando un interlocutore intervenuto telefonicamente avrebbe dichiarato che, incontrandola per strada, l’avrebbe messa sotto con l’automobile.
Parole che meritano una ferma condanna, perché superano ogni confine del confronto civile e trasformano la contrapposizione in una manifestazione di violenza e intimidazione.
La nostra associazione, da sempre impegnata al fianco dei testimoni di giustizia, dei collaboratori di giustizia e delle vittime di ingiustizie, ritiene che la libertà di critica non possa mai diventare un alibi per legittimare la violenza, né verbale né fisica. Si può dissentire, contestare e persino criticare aspramente l’operato di una parlamentare, ma le minacce alla persona non sono mai accettabili, senza se e senza ma.
La senatrice Minasi, nella sua veste di parlamentare e componente della Commissione parlamentare antimafia, ha sempre dimostrato disponibilità nei confronti delle istanze sottoposte alla sua attenzione dalla nostra associazione, attivandosi per cercare risposte concrete alle problematiche riguardanti i testimoni e i collaboratori di giustizia.
Ha inoltre presentato un’interrogazione parlamentare sulla situazione di degrado e sui fatti criminali verificatisi nel quartiere Aranceto di Catanzaro, dimostrando attenzione verso questioni che riguardano la sicurezza, la dignità dei cittadini e la necessità di interventi istituzionali.
È anche alla luce di questa disponibilità che sentiamo il dovere di manifestarle pubblicamente la nostra vicinanza. Una vicinanza che non rappresenta un’adesione politica, né una rinuncia alla libertà di giudizio, ma il riconoscimento di un principio che dovrebbe unire tutti, al di là delle appartenenze e delle idee: nessuno deve essere intimidito per le proprie posizioni, per il ruolo che ricopre o per le battaglie che conduce.
La Tazzina della Legalità non fa sconti a nessuno e non intende sottrarre alcuna figura pubblica al diritto-dovere della critica. Ma proprio perché crediamo nella legalità, pretendiamo che il confronto si svolga nel rispetto delle persone e delle istituzioni.
La violenza non diventa accettabile quando colpisce qualcuno che non condividiamo. E la solidarietà non può essere selettiva, concessa soltanto a chi appartiene alla nostra area culturale o politica.
La legalità si difende anche così: condannando ogni intimidazione, sempre, chiunque ne sia destinatario e qualunque sia il colore politico della persona colpita.
Alla senatrice Tilde Minasi rinnoviamo la nostra sincera vicinanza, auspicando che il confronto pubblico torni a essere un luogo di idee, argomentazioni e responsabilità, anziché uno spazio in cui la minaccia pretende di sostituirsi alla parola.
La violenza non è un’opinione. La minaccia non è una critica. Il rispetto della persona non è negoziabile.
La Tazzina della Legalità