La star di Sandokan: "La Calabria scelta perfetta, la bellezza di questa terra mi ha influenzato in positivo"
Can Yaman ha inaugurato la ventitreesima edizione del Magna Graecia Film Festival a Soverato
È stato l’attore Can Yaman, amatissimo Sandokan dell’omonima produzione della Calabria Film Commission, il primo ospite d’eccezione della ventitreesima edizione del Magna Graecia Film Festival, sabato 25 luglio, inaugurata ieri nella splendida cornice del lungomare di Soverato. La kermesse, ideata e diretta da Gianvito Casadonte, è stata aperta dalla conversazione d'autore con l’attore turco Can Yaman, star internazionale accolta con calore dal pubblico di Soverato sia in Arena che alla precedente conferenza stampa, tenutasi presso la sala consiliare del Comune di Soverato, alla quale hanno preso parte anche Anton Giulio Grande e Gianpaolo Calabrese, rispettivamente presidente e direttore della Calabria Film Commission.
«Non è mai stato il mio sogno primario fare l'attore» - ha esordito Yaman stimolato dalle domande del giornalista Antonio Capellupo - «Studiavo alla facoltà di legge con profitto, ma dentro di me sentivo che non era quella la mia strada. La recitazione è nata quasi per caso, inizialmente persino come uno strumento in università per perfezionare il linguaggio del corpo in vista della professione forense. Poi, l'incontro con le persone giuste e la passione hanno trasformato quello studio in qualcosa di travolgente: oggi mi ritrovo attore internazionale invece che avvocato».
Una carriera decollata in Turchia, Paese che ha un mercato competitivo in tema di produzione cinematografiche che l'attore descrive come un vero e proprio banco di prova: «Il ritmo delle produzioni turche ti trasforma in una macchina da guerra. Io però mi annoio facilmente e sono sempre alla ricerca di nuove avventure». Da qui la decisione di fare il salto verso l'Italia, forte della conoscenza della lingua e dell'affetto di un pubblico che già lo seguiva: «Non avendo legami familiari la sensazione di libertà mi ha spinto a rischiare. È stato un atto di coraggio che mi ha aperto mondi straordinari».
L'attenzione si è poi spostata sul progetto che lo vede protagonista nei panni della Tigre della Malesia, forte di numeri record al suo esordio (5 milioni di spettatori e oltre il 34% di share). Yaman ha sottolineato il valore dei temi trattati - dal rispetto per la natura all'emancipazione femminile, fino alla convivenza tra culture diverse - ma anche l'umanità del personaggio, capace di mantenere una nota di dolcezza e speranza anche nelle scene più intense, attraverso il caratteristico sorriso.
Uno dei passaggi più significativi dell'incontro ha riguardato la scelta della location per alcune scene della fiction grazie al ruolo strategico della Calabria Film Commission. La Malesia del nuovo Sandokan è stata infatti interamente ricostruita tra le bellezze paesaggistiche della Calabria, una decisione produttiva che Yaman ha applaudito con entusiasmo. «Non conoscevo a fondo la regione, ma fin dai primi giorni ho capito che era la scelta perfetta» - ha raccontato l'attore. «L'Italia ha dimostrato una genialità produttiva incredibile: il 90% della serie è stato girato qui, valorizzando un territorio unico e ottimizzando ogni risorsa».
Yaman ha infine ricordato le cinque settimane trascorse sul territorio calabrese come un momento di profonda immersione artistica: «Sono stati giorni solitari, trascorsi a vivere dentro il personaggio, ma davanti a un mare e a spiagge infinite ho trovato la serenità e la concentrazione di cui avevo bisogno. La bellezza di questa terra ha influenzato positivamente la mia interpretazione del personaggio».
Ad aprire la serata sul palco, condotta da Carolina Di Domenico e Marco Maccarini, era stato il direttore Gianvito Casadonte: «Abbiamo aiutato a promuovere il cinema in una regione in cui prima mancava e il cinema ci ha donato il triplo dell'amore che abbiamo dato. Siamo bombardati da talmente tante cose che il sistema e il pubblico sono disattenti al talento. La missione del festival, da 23 anni ormai, è proprio questa: mettere in luce i giovani talenti che saranno i maestri del domani».
Sul palco anche il professore Massimo Osanna, capo dipartimento del Ministero della Cultura che definisce il Magna Graecia Film Festival «Il Festival dei nuovi sguardi che guarda al futuro». Presentata poi l’ambassador di quest’edizione, l’attrice italiana Fotinì Peluso, che ha sottolineato l’essenza della manifestazione: «Noi abbiamo il potere di costruire dei ponti, abbattere delle barriere e arricchirci grazie all'umanità e alla conoscenza del prossimo. Solo connettendoci alla nostra umanità possiamo essere veramente liberi», ha dichiarato l’attrice citando l’Epitaffio di Pericle agli Ateniesi del 461 a.C.
Il Magna Graecia Sport è stato il preambolo della serata. Condotto da Tommaso Labate e Massimo Mauro, il panel di apertura della manifestazione ha visto la presenza dell’ospite d’eccezione Piero Ausilio, direttore sportivo dell'Inter, che ha ripercorso alcune tappe della sua lunga e ricca carriera all'interno della squadra campione d'Italia, condividendo con il pubblico anche alcune riflessioni sul momento del calcio italiano, prima di essere insignito della Colonna d'Oro. Il programma della serata è poi terminato con la proiezione del primo titolo della sezione opere prime e seconde italiane, “Lo chiamava Rock ‘n Roll” di Saverio Smeriglio. Presenti in arena per il dibattito con il pubblico, il regista insieme a Ivana Lotito, Andrea Montovoli e Federico Villa.
Nel pomeriggio invece, al Teatro Comunale di Soverato hanno avuto inizio le proiezioni del MGFF. Ad aprire “Mister TV: SUPER Pippo Baudo Story”, documentario fuori concorso a cura del giornalista Rai Leonardo Metalli. Un viaggio emozionante, andato in onda più volte su Rai Uno, che intreccia la storia personale di Pippo Baudo con la nascita del varietà e della grande cultura dello spettacolo italiano. Un omaggio affettuoso a un pilastro dell'intrattenimento nazionale che continua a rimanere un punto di riferimento insostituibile per il pubblico e per il mondo dello spettacolo. A seguire un altro fuori concorso con “Lacerazioni” di Massimiliano Pacifico, con Sergio Rubino e Ivana Lotito.
Stasera domenica 26 luglio sul palco del MGFF si racconterà una tra le registe italiane più amate dal pubblico, Valeria Golino. L’ospite della seconda conversazione d’autore sarà invece l’attore Marco D’Amore. Secondo film in concorso sarà “La Gioia” di Nicolangelo Gelormini (Sezione Opere Prime e Seconde Italiane) ospiti per il dibattito lo stesso regista, Valeria Golino e Francesco Colella.
In apertura il panel “Le grandi fiction Rai in Calabria” a cui prenderanno parte Maria Pia Ammirati, Direttrice Rai Fiction, Giampaolo Calabrese, Direttore Calabria Film Commission, Maria Francesca Gagliardi, Responsabile Scouting e Acquisizioni Letterarie, FremantleMedia Italy Group, Edmondo Amati, Line Producer, FremantleMedia Italy Group.
Nell’ Area Talk sul lungomare alle ore 19.00 sarà inaugurato il Magna Graecia Book a cura di Maria Francesca Gagliardi con “Un popolo di ombre” di Gianni Canova.
Al Teatro Comunale, dalle ore 18.00, “Radio Solaire” di Francesco Eppesteingher e Federico Bacci (Sezione Documentari). A seguire, alle ore 19.30 “Brunori Sas - Il tempo delle noci” di Giacomo Triglia (Bella Come il Cinema - Calabria Film Commission) preceduto da un incontro con il regista. In chiusura alle ore 21.30 “Nino” di Pauline Loquès (Sezione Opere Prime e Seconde Internazionali).
Il MGFF è sostenuto dal Ministero della Cultura, Calabria Straordinaria – brand della Regione Calabria – Assessorato al Turismo – Calabria Film Commission e Comune di Soverato. Le Colonne d'Oro assegnate durante il festival sono realizzate dal Brand GB Spadafora. Grandi brand nazionali e regionali abbracciano la sfida culturale del Magna Graecia Film Festival: Webgenesys, Vecchio Amaro del Capo, Cinzano, Michele Placido Foundation, Banca Montepaone, Calabria Motori, Silpa Piscine, Gioielleria Megna, L’Aurora.