La guerra in Iran aumenta i costi per gli agricoltori: fino a 200 euro in più per ettaro

I prezzi di fertilizzanti, gasolio e plastica sono schizzati alle stelle, mettendo a rischio le coltivazioni italiane. Coldiretti chiede interventi urgenti dall'Europa per salvaguardare la sovranità alimentare del Paese

A cura di Redazione
06 aprile 2026 23:00
La guerra in Iran aumenta i costi per gli agricoltori: fino a 200 euro in più per ettaro - Foto: Redazione
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La guerra in Iran ha avuto un impatto devastante sulle aziende agricole italiane, con un aumento dei costi di produzione che ha raggiunto anche i 200 euro per ettaro. L'aumento incontrollato dei prezzi di fertilizzanti, gasolio, plastiche e altri fattori di produzione ha fatto lievitare i costi di oltre il 30%, mettendo a rischio la sostenibilità delle coltivazioni e la sicurezza alimentare del Paese. A confermare l'entità di questi aumenti è il Centro Studi Divulga, in un rapporto commissionato da Coldiretti. La situazione, secondo l'associazione, sta mettendo sotto pressione l'intero settore agricolo, con effetti negativi che potrebbero perdurare a lungo. Nel primo mese del conflitto, i prezzi dei principali input agricoli sono schizzati alle stelle.

I fertilizzanti, ad esempio, hanno visto aumenti vertiginosi, come nel caso dell’urea che è arrivata a toccare gli 815 euro per tonnellata, con un aumento di 230 euro rispetto a febbraio (+40%). Allo stesso modo, anche il nitrato ammonico ha visto un incremento significativo, salendo a 500 euro a tonnellata (+21%). Il prezzo del gasolio agricolo è aumentato da circa 0,85 euro al litro a 1,38 euro al litro, con punte ancora più alte in alcune regioni come la Sicilia e la Puglia. Questi aumenti sono superiori a quelli registrati per il diesel ordinario e stanno erodendo i margini delle aziende agricole. A fronte di questi aumenti insostenibili, Coldiretti ha organizzato una grande mobilitazione a Firenze, dove più di 4.000 agricoltori si sono riuniti per sollecitare azioni concrete a livello europeo.

L’associazione, insieme ai rappresentanti del governo e dei principali enti locali, ha chiesto alla Commissione Europea misure urgenti per affrontare la crisi, chiedendo un segnale forte rispetto all'attuale gestione della situazione. L'atteggiamento dell'Unione Europea è stato criticato per aver lasciato troppo spesso i singoli Paesi ad affrontare una crisi che minaccia di mettere in ginocchio interi comparti produttivi. Secondo Coldiretti, l'Europa deve agire politicamente ed economicamente, dimostrando la sua capacità di rispondere efficacemente alle sfide globali. In questa situazione, è fondamentale il recupero dei 10 miliardi di euro provenienti dalla Politica Agricola Comune (PAC), che il Governo italiano è riuscito a ottenere dopo intense mobilitazioni. Tuttavia, con la crisi che potrebbe aggravarsi ulteriormente, Coldiretti ha ribadito la necessità di misure di sostegno più incisive per le imprese agricole, in modo da evitare che l’intero sistema di produzione alimentare italiano venga compromesso. L’aumento dei costi e la crescente difficoltà a mantenere la redditività stanno mettendo a dura prova le aziende, che rischiano di trasferire gli aumenti sui prezzi al consumo, con effetti diretti sui cittadini

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