Konecta R, il futuro di 650 lavoratori torna al centro del confronto
Si avvicina il tavolo con Regione Calabria e azienda. I sindacati chiedono chiarezza sul progetto di digitalizzazione delle cartelle sanitarie e sul piano di rilancio
Il futuro dei lavoratori Konecta R torna al centro del confronto istituzionale. Sono circa 650 gli ex dipendenti Abramo Customer Care coinvolti nella vertenza e, secondo le organizzazioni sindacali, il tempo a disposizione per definire un percorso occupazionale stabile si sta riducendo.
A pochi giorni dal tavolo convocato con la Regione Calabria e l'azienda, Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilfpc Uil e Ugl Telecomunicazioni tornano a chiedere risposte precise sul progetto di digitalizzazione delle cartelle sanitarie, sul piano di rilancio annunciato da Konecta R e sul ruolo che dovrà assumere la Regione.
Il punto centrale è capire quale sarà il futuro del progetto e, soprattutto, quali prospettive potranno essere garantite ai lavoratori. La scadenza degli ammortizzatori sociali, prevista per dicembre, rende infatti il confronto particolarmente delicato.
Il progetto di digitalizzazione
Il percorso che aveva coinvolto i lavoratori ex Abramo era stato individuato come una possibile risposta alla crisi occupazionale del settore, attraverso la riconversione verso attività legate alla digitalizzazione della pubblica amministrazione e della sanità.
Ora i sindacati chiedono di conoscere con maggiore precisione l'evoluzione del progetto e le prospettive industriali dell'azienda. Al centro delle richieste c'è anche il mancato aggiornamento del tavolo di monitoraggio presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che le organizzazioni affermano di attendere da mesi.
Le sigle sindacali sollevano inoltre interrogativi sulla gara dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato relativa ad attività di digitalizzazione, chiedendo quali ricadute possa avere sulle professionalità calabresi già coinvolte nel progetto Konecta.
Il nodo occupazionale
La situazione riguarda direttamente anche Crotone, dove si concentra una parte consistente degli addetti coinvolti. Documenti relativi alla procedura di cassa integrazione indicano infatti 388 lavoratori impegnati nella sede crotonese sulle attività di dematerializzazione delle cartelle cliniche.
La vertenza si inserisce in un quadro più ampio che interessa il comparto dei contact center calabresi. I sindacati parlano di oltre 4.000 lavoratori complessivamente occupati nel settore in Calabria e chiedono che il percorso avviato con la digitalizzazione possa trasformarsi in una prospettiva strutturale.
Nei mesi scorsi la situazione aveva già portato i lavoratori a manifestare pubblicamente le proprie preoccupazioni. Ad aprile, a Crotone, un flash mob organizzato da Confial aveva riportato l'attenzione sulla situazione occupazionale di Konecta R e sull'utilizzo della cassa integrazione.
La richiesta di un intervento istituzionale
Il prossimo incontro viene quindi considerato dai sindacati come un passaggio necessario per ottenere indicazioni concrete. Le organizzazioni chiedono alla Regione e a Konecta R di chiarire il piano industriale e, contestualmente, sollecitano il coinvolgimento del Ministero.
La questione era già stata portata all'attenzione della Prefettura, dove nei giorni scorsi si è svolto un incontro con lavoratori, azienda e rappresentanti istituzionali. In quella sede l'azienda avrebbe confermato l'esistenza di un tavolo presso il Ministero a Roma, mentre la Prefettura si è dichiarata disponibile a raccogliere informazioni sull'andamento del confronto ministeriale.
Adesso l'attenzione si sposta sul tavolo regionale. Per i sindacati, l'obiettivo è ottenere garanzie sui 650 posti di lavoro e definire un percorso che consenta di superare l'attuale fase di incertezza.
In assenza di risposte concrete, le organizzazioni hanno già annunciato la possibilità di nuove iniziative di mobilitazione insieme alle lavoratrici e ai lavoratori.