Konecta, lavoratori in piazza alla cittadella: “Una battaglia collettiva di dignità”

Il 5 maggio manifestazione pacifica: 74 contratti in scadenza e futuro di 900 addetti

A cura di Redazione
30 aprile 2026 21:44
Konecta, lavoratori in piazza alla cittadella: “Una battaglia collettiva di dignità” - Foto: Redazione
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Una mobilitazione senza toni di scontro, ma con richieste chiare e urgenti. Martedì 5 maggio, alle ore 11:00, i lavoratori del comparto digitalizzazione si ritroveranno alla Cittadella Regionale per chiedere risposte concrete sul proprio futuro occupazionale. Al centro della protesta, definita dagli organizzatori come un’iniziativa pacifica e costruttiva, la vertenza legata alla società Connecta e al destino di centinaia di famiglie tra Crotone, Rende e Settingiano.

A promuovere e sostenere la manifestazione è la CONF.I.A.L., con il portavoce nazionale Fabio Tomaino che rilancia un messaggio netto: “Non saremo lì contro qualcuno, ma per qualcosa: lavoro, dignità e futuro. I lavoratori della digitalizzazione hanno indetto un sit-in pacifico per chiedere risposte immediate sui 74 contratti in scadenza e un ragionamento serio per oltre 900 addetti. Saremo presenti al loro fianco per pretendere soluzioni concrete”.

Tomaino insiste sulla necessità di trasformare una vertenza locale in una questione di responsabilità istituzionale: “È il momento di aiutare a togliere queste maschere, per far emergere volti sereni, illuminati dalla certezza di un lavoro dignitoso e di un futuro sicuro. L’appello dei lavoratori è rivolto a tutti: sindaci, presidenti di provincia, consiglieri regionali e parlamentari. È un’occasione per dare un segnale forte di tutela e difesa dell’occupazione in Calabria”.

Parole dure anche sul progetto di digitalizzazione e sul ruolo dell’azienda: “Il nome Connecta interessa sempre meno. È evidente che chi ha gestito questo percorso non ha dimostrato capacità industriale e organizzativa. La soluzione è nelle mani di chi ha utilizzato risorse pubbliche per creare questo progetto: ora bisogna dimostrare ai calabresi che quei fondi producono lavoro e sviluppo, evitando che tutto diventi un simbolo di disillusione”.

Dal fronte dei lavoratori, la preoccupazione è concreta e crescente. A rappresentarla è Gianni Angotti della CONF.I.A.L., che lancia un allarme sociale: “Più che una protesta è un sit-in pacifico per dare forza a speranze che stanno diventando sempre più flebili. Il nostro contratto scade il 18 maggio e dal 19 maggio intere famiglie resteranno senza reddito. È una bomba sociale pronta a esplodere”.

Angotti sottolinea le difficoltà di reinserimento in un territorio fragile: “In questa terra perdere il lavoro non è un inciampo, è una sentenza. Non ci sono possibilità di reinventarsi facilmente, soprattutto a una certa età. La situazione è critica”. Da qui l’appello diretto al presidente della Regione, Roberto Occhiuto: “Chiediamo un impegno ancora maggiore. Sappiamo che si sta lavorando, ma questa scadenza è troppo vicina e servono risposte immediate”.

Nessuna novità concreta, al momento, sul tavolo. Ma i lavoratori non intendono arretrare: la giornata del 5 maggio si presenta come un momento decisivo per riaprire il confronto e ottenere certezze. Una manifestazione che, come ribadito dagli organizzatori, non vuole dividere ma costruire, trasformando una vertenza occupazionale in una battaglia collettiva di dignità per l’intera Calabria.

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