LAVORO

Konecta e Chiama Roma, Conf.I.A.L.: «Servono soluzioni concrete per i lavoratori»

Fabio Tomaino: «Il pluralismo è una garanzia per i lavoratori. Le belle notizie annunciate non sono arrivate: servono impegni verificabili»

A cura di Redazione
27 ottobre 2026 13:15
Konecta e Chiama Roma, Conf.I.A.L.: «Servono soluzioni concrete per i lavoratori» -
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Il Consiglio comunale aperto sulle vertenze Konecta e Chiama Roma rappresenta un passaggio significativo nel confronto sul futuro occupazionale di Crotone. A sottolinearlo è la CONF.I.A.L. Calabria, che attraverso il segretario confederale regionale Fabio Tomaino riconosce il valore del documento approvato all'unanimità dall'assemblea cittadina, chiedendo però che alle dichiarazioni seguano risultati concreti per i lavoratori coinvolti.

Al centro del documento, la richiesta di garantire la partecipazione delle rappresentanze istituzionali territoriali e di tutte le organizzazioni sindacali presenti nelle aziende ai tavoli regionali e ministeriali. Un principio che, secondo Tomaino, assume un significato particolare in una fase delicata per centinaia di lavoratori.

«Il pluralismo sindacale e istituzionale non è una concessione alle organizzazioni, ma una garanzia per tutti i lavoratori», sottolinea il segretario, che apprezza la posizione espressa dai consiglieri comunali favorevoli a un percorso fondato sulla partecipazione e sulla responsabilità condivisa.

Per la CONF.I.A.L., l'unità non può essere costruita escludendo le differenze, ma riconoscendole e mettendole al servizio di un obiettivo comune. Un concetto che, secondo Tomaino, è emerso anche dagli interventi di Claudia Horvat, Gaetano Menzano e Antonio Palmieri, che hanno dato voce alle difficoltà e alle aspettative dei lavoratori.

Konecta, 74 lavoratori in attesa e 654 in cassa integrazione

La situazione di Konecta resta uno dei nodi principali della vertenza. Per il sindacato è necessario fare chiarezza sugli accordi sottoscritti, sugli impegni assunti e sui piani di rilancio e risanamento richiamati nel corso degli incontri istituzionali, ma che, secondo Tomaino, non sarebbero stati messi compiutamente a disposizione dei lavoratori.

La priorità riguarda i 74 lavoratori con contratto scaduto, per i quali viene chiesta una risposta immediata, ma la questione investe anche l'intero perimetro occupazionale, comprendente 654 lavoratori attualmente in cassa integrazione.

L'obiettivo indicato dalla CONF.I.A.L. è recuperare la prospettiva originaria del progetto, immaginato come un hub della digitalizzazione in Calabria, capace di attrarre nuove attività, valorizzare le competenze professionali e generare occupazione stabile.

Per Tomaino, è quindi indispensabile passare dagli annunci alla verifica degli impegni e alla definizione di una strategia complessiva per il futuro del sito e dei suoi dipendenti.

Chiama Roma, tutelare i lavoratori nel cambio di appalto

L'altra vertenza riguarda il servizio Chiama Roma 060606. In questo caso, il sindacato richiama la necessità di garantire che il cambio di appalto e l'applicazione della clausola sociale non comportino penalizzazioni territoriali per i lavoratori di Crotone, impegnati da decenni nell'erogazione del servizio per Roma Capitale.

La CONF.I.A.L. pone inoltre l'attenzione sulle conseguenze dell'innovazione tecnologica e dell'automazione, chiedendo che i cambiamenti siano accompagnati da percorsi di formazione e riqualificazione professionale.

«L'innovazione deve creare opportunità, non cancellare posti di lavoro», è la posizione espressa da Tomaino, che invita a considerare la tutela occupazionale come parte integrante dei processi di trasformazione dei servizi.

«Le soluzioni annunciate non sono arrivate»

Nonostante il valore istituzionale del Consiglio comunale, per la CONF.I.A.L. restano aperte le questioni più urgenti. Tomaino evidenzia che, alla vigilia della seduta, erano state anticipate notizie positive che, tuttavia, non si sono tradotte in soluzioni concrete o risposte definitive.

Una circostanza che, secondo il segretario regionale, non riduce l'importanza dell'iniziativa, ma rende ancora più necessario dare seguito agli impegni assunti.

Il documento approvato viene quindi considerato un punto di partenza. Nei prossimi giorni il sindacato incontrerà nuovamente i lavoratori per concordare ulteriori iniziative e individuare le azioni da intraprendere per ottenere risposte sul futuro occupazionale.

La CONF.I.A.L. ribadisce la propria disponibilità a collaborare con tutte le rappresentanze istituzionali intenzionate a contribuire concretamente alla soluzione delle vertenze.

Accesso agli atti e interrogazione parlamentare

Sul fronte della trasparenza, il sindacato attende gli sviluppi dell'interrogazione parlamentare presentata dall'onorevole Maria Elena Boschi. L'iniziativa chiede chiarimenti sugli accordi, sull'impiego delle risorse pubbliche e sulle attività di monitoraggio e controllo relative al progetto Konecta e al piano di risanamento aziendale.

Parallelamente, la CONF.I.A.L. annuncia una richiesta formale di accesso agli atti per acquisire la documentazione relativa ai piani, agli impegni assunti e alle verifiche effettuate.

L'obiettivo è comprendere come un progetto presentato come una grande opportunità di sviluppo sia arrivato a una crisi occupazionale così profonda e verificare se i controlli previsti siano stati effettivamente svolti.

Tomaino non esclude ulteriori iniziative: qualora dall'esame della documentazione emergessero elementi meritevoli di approfondimento e ne ricorressero i presupposti, il sindacato potrebbe sottoporli alla Procura della Repubblica e valutare azioni legali a tutela dei lavoratori.

«Quando sono in gioco risorse pubbliche, impegni istituzionali e il futuro di centinaia di famiglie, la trasparenza non è una concessione: è un dovere», afferma il segretario.

La posizione della CONF.I.A.L. è dunque quella di proseguire il confronto, chiedendo che la disponibilità al dialogo emersa in Consiglio comunale si traduca in iniziative verificabili. «La rappresentanza si misura nei comportamenti, non nelle dichiarazioni. E il pluralismo si difende praticandolo, non soltanto invocandolo», conclude Tomaino.

La priorità, ribadisce il sindacato, resta la tutela dei posti di lavoro e la costruzione di prospettive occupazionali durature per il territorio: «Non è il momento di difendere posizioni. È il momento di difendere posti di lavoro. Non chiediamo assistenza, ma lavoro, sviluppo e futuro».

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