(VIDEO) Crotone - Via Israele: Comitato Tufolo-Farina fiducioso dopo il rinvio del Tar
Il Comitato Tufolo-Farina legge l’ordinanza come conferma delle proprie ragioni e promettono di andare avanti sul ricorso dei 24 alloggi
Dopo il provvedimento del Tar Calabria che ha rinviato al 6 maggio 2026 la decisione sul ricorso contro la costruzione di 24 alloggi di edilizia sociale in via Israele, il Comitato Tufolo-Farina ha rotto il silenzio in una conferenza stampa tenutasi questo pomeriggio presso la sede di FenImprese. Il presidente Alfonso Gaetano, e i legali Antonello Irtuso e Giuseppe Trocino, hanno espresso forte ottimismo, leggendo l’ordinanza del tribunale come una conferma delle loro ragioni.
Il presidente Alfonso Gaetano ha aperto infatti l’incontro definendo l’ordinanza "ineccepibile", ma con una lettura diametralmente opposta a quella fornita dal Comune di Crotone: "Il Tar ha ignorato l’eccezione del Comune sulla nostra rappresentanza - ha dichiarato - confermando che il comitato ha pieno titolo a rappresentare i cittadini". Alfonso Gaetano ha poi rivendicato il merito dell'accelerazione dei tempi giudiziari: "Abbiamo deciso di cambiare marcia sul ricorso sapendo che la sospensiva d'urgenza non sarebbe stata accolta per mancanza di pericolo imminente, ma lo abbiamo fatto per dare un cambio di passo. Il primo risultato lo abbiamo ottenuto: il giudice ha fissato l’udienza nel merito al 6 maggio. O dentro o fuori".
Secondo il presidente del Comitato, il tribunale ha ravvisato motivi fondati nel ricorso, chiedendo garanzie sulla sicurezza: "Il Tar dice chiaramente che prima va garantita la sicurezza e poi, forse, si può cantierizzare. In via Israele doveva sorgere una gru di 21 metri e l'area sarebbe stata tutta recintata: come avrebbero preservato l'area di emergenza? Finché non sarà tracciata un’area libera di 1.718 metri quadrati con una tabella visibile di Protezione Civile, lì non metterà un chiodo nessuno", ha concluso.
A dare manforte alle tesi del comitato sono intervenuti i legali. L’avvocato Antonello Irtuso ha spiegato che il Tar sta seguendo le obiezioni dei cittadini chiedendo approfondimenti cruciali: "Mancano mille metri all'appello sulla misurazione dei luoghi e bisogna verificare la destinazione dell'area - ha detto Irtuso - Mentre il Comune la dichiara edificabile, noi sosteniamo sia area verde. Il fatto che il Tar abbia nominato un docente universitario al di sopra delle parti per certificare la destinazione urbanistica dimostra che il dubbio è venuto anche ai giudici".
L’avvocato Giuseppe Trocino ha invece spostato l'attenzione sulle criticità tecniche e sulla gestione dei fondi da parte dell'amministrazione. "Nel loro progetto l'area di cantiere occupa tutto lo spazio, non lasceranno un metro quadro libero", ha dichiarato Trocino, evidenziando anche l'assenza di parcheggi previsti per i 27 alloggi totali. Trocino ha poi contestato duramente la narrazione del sindaco sulla necessità di non perdere i finanziamenti: "È un’offesa dire che il comitato impedisce le risposte alle persone più in difficoltà. Dal 2020 avevano fondi per ristrutturare alloggi a Fondo Gesù, via Corea e San Francesco e non li hanno usati o lo stanno facendo solo ora in fretta e furia. Hanno spostato oltre 5 milioni di euro da Fondo Gesù a via Israele con una scelta scriteriata. Il legale ha concluso citando le perizie depositate dal comitato, tra cui quella del geologo Pirillo, che dichiara il progetto incompatibile con i piani di Protezione Civile: Spero che il sindaco ci convochi intorno a un tavolo e ammetta gli errori. In caso contrario, andremo avanti per la nostra strada", ha concluso.