Vertenza ChiamaRoma, Tomaino: “Gli atti parlano prima delle dichiarazioni”
Il portavoce nazionale della CONF.I.A.L. critica i ritardi politici e invita a interventi concreti
«Non vi è stata alcuna distrazione», chiarisce Fabio Tomaino, portavoce nazionale della CONF.I.A.L., commentando la vicenda del bando ChiamaRoma che interessa i lavoratori di Crotone. «In data 24 dicembre ho formalmente inviato una nota via PEC al Presidente della Regione Calabria, al Sindaco di Crotone, ai Consiglieri regionali del territorio, al Presidente della Provincia e ai Parlamentari eletti nel crotonese. La stessa comunicazione è stata trasmessa anche alla Consigliera Elisabetta Barbuto il 29 dicembre, via PEC e WhatsApp personale».
Secondo Tomaino, la nota conteneva richieste precise: «Chiedevamo l’attivazione di un tavolo istituzionale – che si è poi svolto a livello comunale – e un intervento politico attivo e responsabile da parte di tutti i soggetti coinvolti. Ci saremmo aspettati un interessamento immediato, un vero e proprio salto dalla sedia: non per agitazione, ma per senso del dovere».
La critica è diretta alla tardiva presa di posizione della Consigliera Barbuto: «La sua prima e unica dichiarazione pubblica è arrivata circa un mese dopo, quando la procedura del bando era ormai conclusa fino all’apertura delle buste. Sempre meglio tardi che mai, certo, ma in queste vertenze il tempo non è un dettaglio secondario».
Tomaino sottolinea inoltre che non risultano interventi della consigliera in Consiglio regionale sulla vertenza ChiamaRoma, pur apprezzando un recente confronto telefonico: «Il 21 gennaio abbiamo parlato e la Consigliera ha chiesto ulteriori dettagli, riconoscendo la correttezza dell’inquadramento del problema».
Al centro della questione, secondo Tomaino, resta il ruolo politico del Comune di Roma: «Il rappresentante legale del bando ChiamaRoma è il Sindaco di Roma, e il suo Direttore Generale ha già risposto rivendicando la piena legittimità dell’impianto, anche se con una nota controversa. La domanda è semplice: perché nessuno chiama apertamente alla responsabilità il Sindaco di Roma, esponente di primo piano e fondatore del Partito Democratico? Di certo non del centrodestra».
Il portavoce della CONF.I.A.L. esprime un’amara riflessione sul contesto politico locale: «Oggi spesso prevalgono annunci e campagne elettorali rispetto a proposte concrete. Un tempo, c’era persino una competizione positiva: chi interveniva per primo si faceva avanti per risolvere il problema. Oggi non accade nemmeno questo».
Tomaino chiude con un appello alla concretezza: «Il richiamo all’unità è condivisibile, ma ha senso solo se fondato su idee chiare, azioni concrete e tempi coerenti. Non può trasformarsi in un’unità spirituale fatta di buone intenzioni o interventi tardivi. Meglio tardi che mai, certo, ma quando si parla di lavoro e famiglie la tempestività è parte integrante della responsabilità».
“La CONF.I.A.L. continuerà a muovere tutti i canali istituzionali – conclude Tomaino – ma le responsabilità politiche non possono essere rinviate. Le possibilità di intervenire ci sono ancora, e sta alla politica dimostrare di volerle esercitare, con i fatti”.