Strongoli - Rinvio a giudizio dell'assessore, la minoranza chiede chiarezza

I consiglieri comunali intervengono sulla delibera con la quale il Comune si costituisce parte civile nel procedimento penale

A cura di Redazione
23 gennaio 2026 12:00
Strongoli - Rinvio a giudizio dell'assessore, la minoranza chiede chiarezza -
Condividi

Strongoli - I consiglieri comunali di minoranza del Comune di Strongoli intervengono alla vigilia dell’udienza preliminare fissata per giovedì 22 gennaio, quando il GUP del Tribunale di Catanzaro si esprimerà sulle richieste di rinvio a giudizio che riguardano, tra i vari indagati, anche l’assessore comunale Francesco Costantino, attualmente in carica, destinatario di accuse particolarmente gravi. «Senza entrare nel merito della vicenda giudiziaria, che non ci compete, non possiamo fare a meno di sottolineare un fatto a nostro avviso molto grave, sia sul piano politico sia sotto un profilo strettamente legale», dichiarano i consiglieri di minoranza.

Nel mirino dell’opposizione finisce la Delibera di Giunta del 15 gennaio, con la quale il Comune di Strongoli ha deliberato la costituzione di parte civile nel procedimento penale. «Fin qui nulla di strano, anzi tutto doveroso – spiegano – se non fosse che l’assessore proponente non è stato il titolare della delega agli Affari legali, ma l’assessore Francesco Costantino». Un elemento che, secondo i consiglieri, rende la vicenda particolarmente delicata, considerato che «si tratta di una delle persone che oggi saprà se sarà rinviata a giudizio o meno per la gravissima plurima imputazione di concorso esterno in associazione mafiosa e per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente».

Pur riconoscendo che l’assessore Costantino non abbia preso parte alla votazione, la minoranza sottolinea: «La situazione di un amministratore che presenta in Giunta una delibera di costituzione di parte civile in un procedimento in cui lui stesso è coinvolto ci appare quantomeno kafkiana, oltre che al limite del conflitto di interessi». I consiglieri ribadiscono inoltre il rispetto dei principi fondamentali dell’ordinamento: «Ferma restando la presunzione di innocenza che ovviamente riconosciamo a tutti gli indagati», ma allo stesso tempo pongono un interrogativo politico e amministrativo preciso: «Ci chiediamo se un atto amministrativo di tale rilevanza non possa essere viziato da irregolarità».

Per queste ragioni, annunciano un’iniziativa formale: «Invieremo la documentazione alla Prefettura, alle Procure della Repubblica di Crotone e Catanzaro e alla Commissione Regionale contro la ’ndrangheta, affinché possano esprimere i loro pareri».

Segui CalabriaOk