Crotone - Alloggi popolari in via Israele, il TAR Calabria rinvia la decisione al 6 maggio 2026

Nessuna sospensione dei lavori, disposti approfondimenti istruttori sulla destinazione urbanistica e sulle superfici interessate

A cura di Redazione
22 gennaio 2026 12:35
Crotone - Alloggi popolari in via Israele, il TAR Calabria rinvia la decisione al 6 maggio 2026 - via israele redazione
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Con un provvedimento, depositato nella mattinata di oggi all’esito dell’udienza svoltasi ieri, il TAR Calabria ha rinviato al 6 maggio 2026 la decisione sul ricorso promosso da alcuni cittadini e dal Comitato TufoloFarina contro gli atti del procedimento relativo alla realizzazione di 24 alloggi di edilizia sociale in via Israele. Il Tribunale amministrativo ha ritenuto necessari ulteriori approfondimenti istruttori sulle due questioni centrali sollevate nel ricorso.

In particolare, il TAR ha disposto che un docente di urbanistica del Dipartimento di Architettura e Design dell’Università degli Studi di Reggio Calabria chiarisca la destinazione urbanistica dell’area destinata all’insediamento, mentre al responsabile tecnico del Comune di Isola di Capo Rizzuto è stato affidato il compito di misurare l’effettiva consistenza delle due particelle catastali interessate dal progetto.

Il Tribunale non ha quindi decretato alcuna sospensione degli effetti dei provvedimenti impugnati e si è limitato a prevedere, come già considerato dall’amministrazione comunale, la necessità di lasciare libera un’area di 1.718 metri quadrati da destinare, in caso di cantierizzazione, ad area di attesa della popolazione per finalità di protezione civile, senza che ciò impedisca in alcun modo l’avvio dei lavori.

Sul provvedimento è intervenuto il sindaco Voce, che ha sottolineato come l’approfondimento disposto dal TAR rappresenti un passaggio positivo: «Ritengo assolutamente favorevole l’approfondimento istruttorio commissionato dal TAR al fine di giungere al più presto a un chiarimento giudiziario di questa vicenda. L’amministrazione ha operato sul presupposto di una piena legalità della propria azione, salvaguardando un finanziamento di diversi milioni di euro con l’obiettivo di consentire a tanti cittadini in difficoltà di esercitare il diritto a un’abitazione dignitosa. È quindi quanto mai opportuno che la correttezza di questo percorso venga certificata dagli organi della giustizia amministrativa».

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