Catanzaro - Le Dune di Giovino, modello di sostenibilità e sviluppo
Il consigliere comunale Carpino: «Quello che era considerato un lembo di spiaggia trascurato è oggi diventato il simbolo della sensibilità ambientale»
Catanzaro - Le Dune di Giovino a Catanzaro si stanno rivelando un esempio concreto di come l'investimento nel ripristino ambientale possa coniugarsi con la crescita economica, sfidando le tendenze di un tempo che vedevano l'area come un potenziale spazio da destinare alla cementificazione. "Quello che fino a poco tempo fa era considerato un lembo di spiaggia trascurato, potenzialmente destinato alla cementificazione o alla costruzione di un altro stabilimento balneare, è oggi diventato il simbolo della sensibilità ambientale del capoluogo calabrese", afferma il consigliere comunale Alberto Carpino.
La trasformazione delle Dune di Giovino in una Riserva Naturale, infatti, è stata possibile grazie all'impegno di un gruppo di cittadini competenti e motivati, che hanno saputo proporre un progetto alle istituzioni per restituire l'area alla collettività in modo sostenibile. "Questa trasformazione è stata possibile grazie alla visione e all’impegno di chi ha creduto nella necessità di tutelare il nostro patrimonio naturale", aggiunge Carpino.
Sul piano economico, il progetto ha acquisito solidità grazie a flussi finanziari importanti che garantiscono la gestione ordinaria dell'area. In particolare, il Comune di Catanzaro ha siglato una convenzione con la Regione Calabria, che prevede un budget annuo di 50.000 euro per il mantenimento del sistema dunale. Inoltre, attraverso bandi regionali per la riqualificazione del territorio, sono stati ottenuti ulteriori fondi: 119.000 euro per Italia Nostra APS e 98.000 euro per l’Associazione Dune di Giovino. Questi finanziamenti hanno l'obiettivo di trasformare il sito non solo in un'area protetta, ma anche in un polo di attrazione per turisti, scolaresche e ricercatori.
"Grazie a questi fondi, le Dune di Giovino non sono più solo un luogo di passaggio, ma un’area che offre occasioni di crescita culturale e scientifica", sottolinea Carpino. L’aspetto della ricerca è infatti un altro pilastro fondamentale del progetto, con l'Amministrazione Comunale che ha attivato una collaborazione con il Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria per un'indagine floristico-vegetazionale. I primi dati scientifici, attesi a breve, guideranno le future azioni di ripristino e conservazione.
In aggiunta, il monitoraggio della salute delle piante è un altro passo importante nella tutela dell’ambiente. Una convenzione tra l'Assessora all’Ambiente Irene Colosimo e il Direttore del Dipartimento Marco Poiana ha portato all’utilizzo di un tomografo, strumento per l'analisi non invasiva delle piante. Il progetto coinvolge anche gli studenti dell'Istituto "V. Emanuele II-B. Chimirri" di Catanzaro, che partecipano alle attività di PCTO (alternanza scuola-lavoro), creando così un perfetto esempio di cooperazione tra istituzioni.
L’aspetto scientifico e educativo, quindi, si intreccia perfettamente con le potenzialità economiche legate al turismo sostenibile. Il futuro del progetto include anche la rimozione di specie invasive, come il "Cenchrus setaceus", una graminacea esotica che minaccia la biodiversità locale. "L’obiettivo è creare una rete di siti naturalistici, bonificati e fruibili, che possano costituire un volano per un turismo ecosostenibile e destagionalizzato", conclude Carpino.
In un settore turistico tradizionalmente limitato alla stagione estiva, valorizzare il patrimonio naturale esistente offre un’opportunità per creare percorsi professionali stabili, come l'escursionismo e il turismo esperienziale. Questo non solo arricchirà il tessuto socio-economico locale, ma contribuirà anche a un modello di sviluppo che rispetta l’ambiente e le generazioni future.
In conclusione, le Dune di Giovino rappresentano una strategia concreta e sostenibile per preservare la bellezza naturale della Calabria e garantirne il godimento anche alle generazioni future. "Non è un libro dei sogni, ma una visione realizzabile", afferma Carpino. "Si tratta di riconoscere ai nostri nipoti il diritto di godere della bellezza naturale che abbiamo avuto la fortuna di ricevere in eredità".