Indagini su scuole a Le Castella, avviso a tre dirigenti del Comune
La Procura di Crotone contesta pericolo di crollo, frode e falso. Coinvolti sindaco, responsabile lavori pubblici e direttore lavori
I militari della Tenenza dei Carabinieri di Isola Capo Rizzuto hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, ai sensi dell’articolo 415-bis del codice di procedura penale, nei confronti di tre soggetti istituzionali del Comune di Isola Capo Rizzuto. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone sotto la direzione del procuratore capo Domenico Guarascio, ha riguardato una serie di condotte, attive e omissive, legate alla gestione della sicurezza strutturale degli edifici della Scuola Primaria e della Scuola dell’Infanzia situati in località Le Castella, nel territorio di Isola Capo Rizzuto.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i militari avrebbero ricostruito un quadro di presunto pericolo di crollo degli edifici pubblici interessati, con una conseguente esposizione a rischio per l’incolumità di alunni, docenti e personale scolastico.
Il provvedimento è stato notificato al sindaco del Comune di Isola Capo Rizzuto, al responsabile del settore Lavori pubblici del Comune e al direttore dei lavori pro tempore. Al primo viene contestato di non aver adottato, pur essendo a conoscenza dello stato di ammaloramento strutturale degli edifici, i provvedimenti necessari e urgenti per garantire la sicurezza degli stabili. Al responsabile del settore Lavori pubblici viene invece attribuita la responsabilità di aver consentito interventi di manutenzione straordinaria ritenuti non idonei alla messa in sicurezza, realizzati senza progetto esecutivo e in difformità rispetto alle prescrizioni tecniche indicate dai consulenti e dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Al direttore dei lavori pro tempore viene contestata l’esecuzione di interventi non conformi e la presunta falsità ideologica in atto pubblico per aver attestato la regolare esecuzione “a regola d’arte” di lavori che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero stati limitati e non risolutivi rispetto al rischio strutturale.
I reati ipotizzati, contestati a vario titolo e in concorso tra loro, sono il pericolo di crollo di costruzioni, la frode nelle pubbliche forniture e il falso ideologico in atto pubblico, con l’aggravante dell’abuso dei poteri pubblici.