Indagati dipendenti della Prefettura di Crotone, il plauso di Wanda Ferro

Dieci persone coinvolte nell’inchiesta della Digos. Il plauso di Wanda Ferro a investigatori e Procura

A cura di Redazione
28 febbraio 2026 13:34
Indagati dipendenti della Prefettura di Crotone, il plauso di Wanda Ferro - Foto: Redazione
Foto: Redazione
Condividi

Dieci persone indagate, tra cui funzionari della Prefettura, un avvocato e alcuni cittadini stranieri: è questo il bilancio della complessa operazione condotta dalla Polizia di Stato che ha acceso i riflettori su un presunto sistema di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a Crotone. Al centro dell’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica guidata dal procuratore Domenico Guarascio, un articolato meccanismo che avrebbe consentito il rilascio illecito di permessi di soggiorno e favorito l’ingresso e la permanenza irregolare di cittadini extracomunitari sul territorio nazionale.

La Polizia di Stato di Crotone, attraverso gli uomini della DIGOS della Questura di Crotone, sta notificando gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti dei dieci soggetti ritenuti, a vario titolo, responsabili di gravi reati inerenti l’immigrazione clandestina e la pubblica amministrazione. L’attività investigativa, durata oltre un anno, si è sviluppata mediante intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali, oltre a servizi di osservazione, controllo e pedinamento che hanno permesso di ricostruire un fitto sottobosco di condotte illecite.

Secondo quanto emerso, due soggetti sono accusati di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina per aver agevolato l’ingresso illegale di numerosi migranti. Un avvocato è stato denunciato per aver facilitato l’ingresso e la permanenza in Italia di tre cittadini extracomunitari. Un ulteriore indagato risponde di favoreggiamento personale per aver tentato di aiutare uno dei coinvolti a eludere le investigazioni, dopo aver appreso informazioni coperte da segreto d’ufficio, circostanza che ha portato anche alla contestazione del reato di rivelazione di segreto.

Particolarmente delicato il filone che riguarda alcuni dipendenti della Prefettura di Crotone, tra cui un funzionario e un addetto dello Sportello Unico per l’Immigrazione, accusati di aver rilasciato permessi di soggiorno in concorso tra loro, favorendo così la permanenza irregolare di tre cittadini stranieri. Coinvolti nel provvedimento anche i tre beneficiari delle presunte condotte illecite.

L’operazione ha richiesto la collaborazione delle Questure di Latina, Terni e Bologna, considerata la residenza o il domicilio fuori provincia di alcuni indagati. Le pratiche passate al vaglio degli investigatori sarebbero oltre un centinaio.

Sull’operazione è intervenuta il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, che ha espresso il proprio apprezzamento: «Rivolgo il mio plauso agli investigatori della Digos della Questura di Crotone e al questore Renato Panvino per la brillante operazione che ha consentito di smantellare una rete dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura guidata dal procuratore Domenico Guarascio».

Secondo Ferro, «l’operazione, nell’ambito della quale sono indagate 10 persone accusate di aver fatto ottenere illecitamente falsi permessi di soggiorno a cittadini stranieri, conferma quanto sia fondamentale mantenere alta l’attenzione nel contrasto all’immigrazione clandestina, fenomeno che alimenta circuiti illegali strutturati, che riescono a coinvolgere anche professionisti e funzionari pubblici infedeli, e spesso collegati a interessi criminali che si arricchiscono sulla pelle dei migranti».

Il sottosegretario ha quindi ribadito l’impegno dell’esecutivo: «Il Governo e il Ministero dell’Interno continueranno a sostenere con convinzione l’azione delle forze dell’ordine e della magistratura per colpire ogni forma di illegalità legata ai flussi migratori, che mette a rischio vite umane ed è il principale ostacolo ad una immigrazione sicura e rispettosa delle regole, che garantisca dignità e reale integrazione».

Segui CalabriaOk