Il Rotary Crotone analizza la nuova finanza tra mercati globali, tecnologia e sostenibilità
Nel “caminetto” del Distretto 2102 confronto su geopolitica, digitalizzazione e intelligenza artificiale con Mediobanca: “La finanza sempre più distante dall’economia reale, servono nuove consapevolezze”
Crotone - Organizzato dal Rotary Club Crotone e dal Distretto Rotary 2102, si è svolto nella sede rotariana di Crotone un “caminetto” di alto profilo culturale ed economico dedicato a un tema di grande attualità: il rapporto tra finanza, innovazione tecnologica, mercati globali e sostenibilità.
L’incontro, primo di una serie di appuntamenti che proseguiranno nelle città di Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria e Vibo Valentia, ha rappresentato un’importante occasione di confronto sul ruolo della finanza contemporanea in uno scenario internazionale sempre più complesso e profondamente trasformato dalle nuove tecnologie.
Ad aprire i lavori è stato il presidente del Club, Carmine Amoruso, che ha evidenziato come il sistema finanziario globale abbia subito negli ultimi decenni una trasformazione radicale. Se in passato la finanza era strettamente connessa all’economia reale e allo sviluppo produttivo, oggi si assiste a una crescente “finanziarizzazione” dell’economia, spesso scollegata dalle esigenze concrete dei territori e delle comunità.
Il dibattito è stato moderato da Salvatore Foti, past president del Club, che ha offerto una lettura approfondita del quadro geopolitico ed economico internazionale. Per oltre mezzo secolo, ha sottolineato, il mondo occidentale ha beneficiato di una fase di crescita sostenuta dalla cooperazione internazionale e dal ruolo regolatore di organismi sovranazionali come ONU, NATO e Unione Europea. Negli ultimi anni, tuttavia, tale equilibrio si è progressivamente incrinato.
Guerre commerciali, tensioni geopolitiche, ritorno dei protezionismi e instabilità energetica hanno modificato gli assetti globali, trasformando la leva economica in uno strumento sempre più politico. Foti ha richiamato inoltre gli effetti delle politiche economiche adottate negli Stati Uniti durante la presidenza di Donald Trump, caratterizzate da dazi commerciali e decisioni unilaterali capaci di incidere in modo significativo sui mercati internazionali. In questo contesto, la volatilità finanziaria risulta sempre più influenzata non solo dai dati economici, ma anche dalla comunicazione politica e dalla rapidità dell’informazione.
Di particolare rilievo l’intervento di Sergio Gallo, area manager Calabria di Mediobanca, che ha ripercorso l’evoluzione storica dell’istituto di Piazzetta Cuccia, simbolo della grande finanza italiana del dopoguerra. Attraverso una ricostruzione puntuale, Gallo ha ricordato il ruolo di Enrico Cuccia nel definire il rapporto tra banca, industria e sviluppo del Paese.
Nel corso del tempo, il sistema bancario ha conosciuto una profonda trasformazione: dalla centralità delle partecipazioni industriali si è passati a una maggiore specializzazione nei servizi finanziari, nel credito al consumo, nella consulenza patrimoniale e nell’investment banking. Oggi, ha sottolineato Gallo, le banche sono chiamate ad affrontare sfide decisive legate alla digitalizzazione, alla cybersecurity, alla sostenibilità ambientale e a un contesto normativo europeo sempre più complesso.
La relazione conclusiva di Paolo Biamino, Direzione Advisory di Mediobanca Premier, ha approfondito il tema della trasformazione digitale e dell’impatto dell’intelligenza artificiale sulla finanza moderna. L’innovazione tecnologica, è stato evidenziato, sta modificando profondamente non solo gli strumenti operativi del settore bancario, ma anche il rapporto tra intermediari e clienti.
L’intelligenza artificiale, l’analisi predittiva dei dati, gli algoritmi di investimento e l’automazione dei processi rappresentano oggi strumenti di grande efficienza e rapidità decisionale. Tuttavia, a queste opportunità si affiancano nuove criticità: la riduzione del rapporto umano, la concentrazione del potere informativo, la dipendenza dagli algoritmi e le crescenti vulnerabilità informatiche.
Ampio spazio anche al dibattito con il pubblico, nel corso del quale sono emerse riflessioni sulla fragilità dei mercati globalizzati e sulla necessità di promuovere una maggiore consapevolezza nell’uso della tecnologia e degli strumenti finanziari, soprattutto tra le nuove generazioni.