Il Concours Mondial de Bruxelles alla scoperta della biodiversità vinicola della Calabria

I 55 degustatori internazionali stanno esplorando il territorio del Cirò con visite in cantine e incontro con i produttori

A cura di Redazione
28 marzo 2026 19:26
Il Concours Mondial de Bruxelles alla scoperta della biodiversità vinicola della Calabria -
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Non solo degustazioni delle mille e cento campionature di vino presenti nelle batterie di assaggi, ma anche esperienze nelle cantine e scoperta del territorio. I 55 degustatori internazionali del Concours Mondial de Bruxelles ospiti a Cirò e Cirò Marina in questi giorni per la Sessione dei vini rosati provenienti da 30 paesi diversi stanno compiendo una vera immersione nella biodiversità vitivinicola della Calabria attraverso il programma curato e gestito da Arsac in sinergia con l’Assessorato all’Agricoltura regionale.

Cirò rappresenta oggi una delle denominazioni più dinamiche del panorama viticolo del Sud Italia caratterizzato da radici culturali e agricole che affondano in epoca classica. Dove i coloni greci coltivavano la vite già nel VIII secolo oggi, in continuità con quella identità, cantine storiche e giovani vignaioli, spesso alla guida di piccole aziende familiari, si muovono nel solco di quella tradizione coniugando radicamento territoriale, visione internazionale e pratiche sostenibili. Tra radici ed evoluzione si definisce la fisionomia produttiva - oggi rappresentata dal Consorzio di Tutela vini di Cirò e Melissa, presieduto da Carlo Siciliani – che rappresenta un sistema composito che valorizza le varietà autoctone, custodisce il paesaggio vitato e si racconta al mondo forte anche della nuova Docg di recente istituzione che rafforza il ruolo strategico della terra del vino più conosciuta di Calabria.

«Su questo territorio la produzione del vino esiste da tremila anni. I Greci che fondarono Krimisa su questa costa coltivavano già la vite e offrivano quel vino agli atleti vincitori ai Giochi Olimpici. Questo è anche uno dei pilastri sul quale abbiamo costruito il gemellaggio con la città di Olympia Antica in Grecia che verrà sottoscritto il prossimo martedì 31 marzo» ha dichiarato il sindaco f.f. di Cirò Marina, Andrea Aprigliano intervenendo alla cerimonia inaugurale. «Oggi celebriamo la tradizione, ma guardiamo anche al futuro: innovazione, sostenibilità e apertura al mondo guideranno i prossimi passi della nostra comunità» ha aggiunto Mario Sculco, sindaco di Cirò nella prima giornata di lavori del CMB.

La visita a Tenuta Rosaneti e al giardino varietale - dove sono custoditi oltre 200 vitigni calabresi – ha permesso la scoperta della biodiversità ampelografica della Calabria. I giudici internazionali hanno vissuto oggi pomeriggio una giornata di conoscenza delle varietà autoctone e l’assaggio diretto delle produzioni, con una esperienza coinvolgente e culturale che arricchisce il percorso di visita nella Calabria del vino. «I nostri produttori hanno avuto la capacità di migliorare la qualità dei loro vini con una grande ambizione, hanno gestito bene il trapasso di generazione da padre in figlio, raccontando un nuovo modo di fare vino in Calabria. Hanno ottenuto, lo scorso anno, il riconoscimento da parte della Commissione Europea della DOCG sul Rosso Classico, credo che questo Concorso sia il premio migliore per questo sforzo condotto in questi anni – ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura della Calabria, Gianluca Gallo - In questa sessione dei rosati il racconto della qualità dei vini calabresi in generale, ma in particolare di quelli di Cirò, è il migliore che potessimo presentare ai 60 giudici, buyer e giornalisti provenienti da tutto il mondo».

Dopo i giorni nel crotonese i consorzi del vino saranno autorevoli protagonisti di una narrazione collettiva della biodiversità regionale, grazie ai tour che partendo da Cirò coinvolgeranno anche le altre denominazioni del vino calabrese. Prima il cosentino con Terre di Cosenza, poi l’areale di Lamezia e Vibo Valentia, per arrivare alla Doc Bivongi, al consorzio del Greco di Bianco e quello delle Terre di Reggio Calabria, insieme custodi e testimoni contemporanei di una pluralità stilistica che valorizza i terroir del comparto vitivinicolo in continua evoluzione.

«Accogliere tante persone che provengono da più paesi fa enormemente piacere, sentire e parlare di vini rosati calabresi fa ancora più piacere – ha aggiunto Fulvia Caligiuri, direttore generale Arsac - Tifiamo per le 40 etichette calabresi in concorso ma facciamo il tifo per tutto il territorio. Queste tre giornate a Cirò sono solo il punto di partenza di un viaggio – quello dei nostri ospiti internazionali – alla scoperta della Calabria. Il Concorso mondiale di Bruxelles è tornato in Calabria per la seconda volta, e non possiamo che essere decisamente orgogliosi». Il 9 aprile la pubblicazione dei risultati ufficiali del Concours Mondial de Bruxelles Sessione rosati sarà diffusa sul sito https://concoursmondial.com

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