Il Comitato Politico Federato 28 Novembre esprime piena vicinanza ai 150 lavoratori del call center “Chiama Roma” di Crotone

Il Comitato Politico Federato 28 Novembre denuncia l’ennesima crisi occupazionale e chiama in causa politica nazionale, sindacati e cittadini

A cura di Redazione
17 gennaio 2026 14:31
Il Comitato Politico Federato 28 Novembre esprime piena vicinanza ai 150 lavoratori del call center “Chiama Roma” di Crotone -
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Il Comitato Politico Federato 28 Novembre esprime la propria piena vicinanza ai 150 lavoratori del call center “Chiama Roma, che da Crotone svolgono un servizio essenziale per i cittadini e i turisti della Capitale. Una vertenza che continua a generare forte preoccupazione sul piano occupazionale e sociale, in un territorio già segnato da profonde fragilità.

Nella giornata di ieri, una nota stampa del Comune di Roma ha evidenziato la complessità della vicenda, affermando che, pur in presenza della volontà di intervenire, non sarebbe possibile farlo poiché sono trascorsi i 30 giorni dalla pubblicazione del bando. Una posizione che, secondo il Comitato, non può tradursi in un disimpegno nei confronti dei lavoratori coinvolti.

“A nome del Comitato – si legge nella nota – esprimiamo solidarietà e sostegno ai lavoratori, che stanno vivendo una situazione estremamente difficile”. Una crisi che, per il territorio crotonese, rappresenta purtroppo un copione già visto: prima con Abramo, poi con Konecta, oggi con “Chiama Roma”.

Il Comitato ricorda come già alcune settimane fa un proprio rappresentante, Giovanni Marsala, attraverso un video pubblico, avesse manifestato vicinanza ai lavoratori, sottolineando lo sconforto aggravato dal delicato periodo delle festività natalizie. “Oggi – prosegue il comunicato – ribadiamo con forza quella vicinanza, perché la questione si fa sempre più complessa”.

Con questo intervento viene rinnovata anche la disponibilità a sostenere ogni iniziativa utile, comprese eventuali manifestazioni, qualora se ne ravvisasse la necessità, a tutela dei posti di lavoro e della dignità delle persone coinvolte.

Lo sguardo del Comitato si allarga poi al futuro del lavoro. Viene infatti rivolto un appello alla politica nazionale, chiamata a governare con responsabilità il processo di trasformazione che l’intelligenza artificiale porterà nei prossimi anni. “È necessario dimostrare piena consapevolezza della sua portata tecnologica, economica e occupazionale – si legge – perché settori come quello dei call center sono tra i più esposti al rischio di sostituzione”.

Una trasformazione che, secondo il Comitato, deve però tradursi in progresso sociale, attraverso la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, o con salari più alti, e un confronto serio e non ideologico sul reddito universale.

Nel frattempo viene auspicato un impegno totale da parte degli organi preposti alla tutela dei diritti dei lavoratori, mentre ai sindacati viene rivolto l’augurio di una “grande impresa”. “In gioco – sottolinea il Comitato – non ci sono soltanto i 150 lavoratori di ‘Chiama Roma’, né solo i 56.000 abitanti della città di Crotone, ma i 160.000 cittadini dell’intera provincia: persone, comunità, vite”.

Infine, l’appello ai cittadini, chiamati a essere parte attiva della vita pubblica, rafforzando la democrazia e rendendo i governi realmente responsabili. “La politica dal basso è fondamentale – conclude la nota – ma in una fase di profonda crisi dei partiti servono anche decreti-legge responsabili. La democrazia non ha prezzo”.

Comitato Politico Federato 28 Novembre
Crotone, 16 gennaio
Pasquale Pace

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