"I paesi ci parlano di futuro più delle grandi città": Felici & Conflenti apre la XII edizione

Con il confronto con Vito Teti, Antonella Tarpino e Marco Revelli su memoria, comunità e democrazia, il festival apre la XII edizione, in programma dal 27 al 31 luglio 2026

A cura di Redazione
08 luglio 2026 12:37
"I paesi ci parlano di futuro più delle grandi città": Felici & Conflenti apre la XII edizione - Foto Uff. Stampa Felici e conflenti
Foto Uff. Stampa Felici e conflenti
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Conflenti (CZ), 6 luglio 2026 – Felici & Conflenti apre la sua XII edizione come un progetto che parla a una questione molto più ampia: il destino dei paesi italiani, la loro capacità di custodire memoria senza restare prigionieri della nostalgia, e di trasformare saperi, relazioni e pratiche comunitarie in nuove forme di futuro.

È da questa traiettoria che prende avvio la nuova edizione del festival, in programma a Conflenti dal 27 al 31 luglio 2026. Il primo gesto pubblico è stato l’incontro “I paesi, le loro memorie, la sfida per la democrazia”, che ha riunito l’antropologo Vito Teti, la storica e saggista Antonella Tarpino, il politologo e saggista Marco Revelli e l’etnomusicologo Christian Ferlaino, coordinatore scientifico di Felici & Conflenti e ricercatore di eccellenza dell’Università della Calabria.

Dentro questa cornice, le voci dei relatori hanno composto una lettura corale dei paesi come luoghi non immobili, ma attraversati da tensioni, possibilità e responsabilità. «Restare comporta avere conoscenza del luogo in cui si resta, avere memoria, avere cura. Ma significa anche essere nel presente, aperti al mondo e a chi arriva. I paesi non sono luoghi immobili: richiedono responsabilità, impegno e la capacità di costruire nuove comunità», ha dichiarato  Vito Teti.

Una prospettiva che Antonella Tarpino ha proiettato dentro le grandi trasformazioni del presente, indicando proprio nei territori più esposti alla fragilità una possibile grammatica del futuro: «Forse i paesi ci parlano più di futuro che non le grandi città industriali, oggi evidentemente in crisi. È proprio nei paesaggi più fragili che possiamo trovare forme di convivenza più compatibili con la crisi ecologica che stiamo vivendo».

Il tema del futuro dei paesi diventa così anche una questione politica e sociale, come ha sottolineato Marco Revelli: «Quello che veniva presentato come il “miracolo economico” ha lasciato, in molte parti del Paese, territori svuotati e una promessa di sviluppo non mantenuta. Oggi la sfida è ricostruire le basi di una vita associata fondata sulla cooperazione e su nuove forme di comunità».

È proprio dentro questa visione che si colloca la nuova edizione di Felici & Conflenti, partendo dal segno grafico di una farfalla:

«La farfalla scelta come simbolo di questa edizione racconta la volontà di avviare una fase di trasformazione. Dopo aver superato il decennale abbiamo iniziato a immaginare nuove prospettive: una presenza stabile durante tutto l’anno, attraverso presìdi culturali permanenti capaci di coinvolgere il paese e la comunità ben oltre i giorni del festival», ha spiegato Christian Ferlaino.

La XII edizione segna infatti anche un passaggio ulteriore nella storia del progetto. Felici & Conflenti, nato come festa di comunità dedicata alla cultura musicale tradizionale del Reventino-Savuto, consolida infatti la propria evoluzione con l’avvio di due nuovi laboratori permanenti: uno dedicato alla filatura al telaio e uno alla costruzione degli strumenti musicali della tradizione, con particolare attenzione alla zampogna.

Il programma 2026

Prende così forma la nuova edizione di Felici & Conflenti, dedicata ai “Tramandamenti della cultura musicale tradizionale del Reventino”. Il festival torna dal 27 al 31 luglio con i suoi workshop residenziali, confermando la struttura che negli anni lo ha reso una delle esperienze più riconoscibili nel lavoro sui patrimoni immateriali del Sud: laboratori di danza tradizionale del Reventino con Andrea Bressi, canto tradizionale con Giuseppe Gallo, zampogna della Presila con Giuseppe Muraca e Christian Ferlaino, organetto diatonico con Loris Paola e Daniele Gallo, accanto a incontri, seminari, attività per bambini, escursioni, concerti e feste con i suonatori tradizionali.

Il programma attraverserà il paese nei suoi luoghi civili, religiosi e comunitari, costruendo come ogni anno un calendario diffuso tra formazione, ricerca e pratiche condivise. Tra gli appuntamenti annunciati figurano “Felici e Lamenti”, in collaborazione con il Festival del Lamento, “Confluenze Sonore”, il trekking a cura di Conflenti Trekking, la presentazione del volume “Cardeto, Mammola, Cinquefrondi 1954” a cura di Danilo Gatto, la “Serenata a Maria” nella Basilica della Madonna di Conflenti, i concerti con i suonatori tradizionali di Montemarano, Rogliano, Saracena, San Mango d’Aquino e del Reventino, insieme agli appuntamenti con Mascarimirì, Parafoné, i Giganti di Felice Napoleone da Porto Salvo, la Festa d’a Grispeddra Cujjintara e il tradizionale Ballo del Ciuccio.

Negli ultimi anni Felici & Conflenti ha registrato una crescita significativa, con oltre 100 iscritti ai laboratori e circa 5.000 presenze complessive nell’ultima edizione, oltre a una partecipazione internazionale proveniente in particolare da Francia e Germania. Numeri che confermano il ruolo assunto dal festival come pratica culturale capace di attrarre comunità temporanee, attivare ritorni, mettere in relazione saperi locali e reti europee, e contribuire alla valorizzazione delle aree interne senza ridurle a scenario.

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