Giornata dell’Infermiere, l’allarme dell’OPI Cosenza: “In Calabria sanità ferma"

Il presidente Fausto Sposato denuncia carenza di personale, stipendi insufficienti e assenza di dirigenza infermieristica

A cura di Redazione
11 maggio 2026 22:00
Giornata dell’Infermiere, l’allarme dell’OPI Cosenza: “In Calabria sanità ferma" - Foto: Redazione
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Cosenza - Domani, 12 maggio, anche l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Cosenza celebrerà la Giornata internazionale dell’Infermiere, ricorrenza che in tutto il mondo rende omaggio a una professione che rappresenta – numericamente e funzionalmente – l’asse portante dei sistemi sanitari moderni.

Una delegazione dell’OPI cosentino sarà presente a Roma, all’evento nazionale alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insieme agli Ordini professionali di tutta Italia e alle società scientifiche. Un momento simbolico ma anche politico, che ribadisce il ruolo strategico degli infermieri nel presente e nel futuro della sanità.

Per il presidente Fausto Sposato, questa giornata non è solo una celebrazione, ma un’occasione per riportare al centro del dibattito pubblico una realtà spesso ignorata: “Gli infermieri sono gli operatori sanitari più presenti in ogni azienda sanitaria, pubblica e privata. Eppure in Italia ne mancano tra i 60 e i 100mila. Il turnover è scarso, la professione è sempre meno attrattiva e i contratti non rispondono più alla complessità del nostro lavoro”.

Sposato parla senza giri di parole di un rischio concreto: “Con la crisi economica in corso, gli infermieri rischiano di diventare i nuovi poveri tra i dipendenti pubblici”.

Gli infermieri oggi sono professionisti laureati, formati in percorsi universitari complessi, inseriti in modelli assistenziali innovativi e chiamati a guidare la riforma dell’assistenza territoriale prevista dal DM 77 e dal PNRR: Case della Comunità, Ospedali di Comunità, presa in carico infermieristica. Eppure, denuncia Sposato, in Calabria la realtà è ancora lontana dagli standard nazionali: “A queste latitudini gli infermieri vengono ancora considerati semplici numeri da spostare da un reparto all’altro. Ma non è così che si costruisce un sistema sanitario moderno”.

Il presidente richiama anche due provvedimenti fondamentali – il decreto Schillaci e il decreto MUR della ministra Bernini – che introducono specializzazioni e nuove competenze infermieristiche, dalle hard skills alle soft skills, ampliando il perimetro professionale.

Il confronto con le altre regioni è impietoso: dove altrove ci sono 4 dirigenti delle professioni sanitarie ogni mille dipendenti, in Calabria il rapporto scende a 0,20. Una sproporzione che, secondo Sposato, frena l’innovazione e impedisce una gestione moderna delle risorse: “La dirigenza infermieristica non è un titolo, ma una funzione strategica: gestisce risorse, propone modelli assistenziali, guida la formazione avanzata, integra tecnologie e intelligenza artificiale. Senza questa struttura, il sistema resta fermo”.

Sposato non si nasconde dietro entusiasmi facili: “Si parla tanto di telemedicina, teleassistenza, robot in corsia e intelligenza artificiale. Ma oggi non esistono studi che dimostrino risparmi o miglioramenti significativi. La tecnologia è utile, ma non sostituirà mai il rapporto empatico con il paziente”.

La relazione, la capacità di ascolto, la presenza nei momenti critici: sono questi, per il presidente OPI, gli elementi che rendono l’infermiere una figura insostituibile.

Il messaggio è chiaro: gli infermieri, dalla cronicità alla prevenzione.

“Non siamo più disposti a fare passi indietro. Le nostre conquiste sono frutto di competenze, studio e responsabilità. Chi continua a considerarci numeri non ha compreso i bisogni dei cittadini e rischia di far implodere il sistema”.

Sposato lancia un messaggio diretto alle istituzioni regionali: “Per troppo tempo abbiamo assistito a una gestione monocromatica della sanità, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Serve un cambio di paradigma: più spazio agli infermieri, ai dirigenti infermieristici, ai dipartimenti delle professioni sanitarie in tutte le aziende”.

E denuncia episodi recenti, come l’annullamento di un concorso in Calabria “senza motivazioni chiare”, che rappresentano – dice – una mortificazione per l’intera categoria. La conclusione è un augurio, ma anche un monito: “Gli infermieri sono un valore aggiunto per il sistema sanitario calabrese. Chi governa la sanità deve colmare il gap con le altre regioni. La Giornata internazionale dell’Infermiere sia un momento di riflessione, non di retorica”.

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