Giornata della Memoria: il cinema fa lezione al Liceo Classico Telesio di Cosenza

Presso il cinema Citrigno, gli studenti hanno assistito alla proiezione di "Simone Veil- La donna del secolo", una delle figure più influenti e coraggiose del Novecento

A cura di Redazione
27 gennaio 2026 18:30
Giornata della Memoria: il cinema fa lezione al Liceo Classico Telesio di Cosenza -
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Cosenza - In occasione della Giornata della Memoria, le classi quarte e quinte del Liceo Telesio di Cosenza hanno vissuto un momento di altissima formazione umana e civile. Presso il cinema Citrigno, gli studenti hanno assistito alla proiezione di "Simone Veil- La donna del secolo", una delle figure più influenti e coraggiose del Novecento.

L'iniziativa del Liceo

Ciò che ha colpito maggiormente i docenti presenti è stato il rigoroso silenzio e la profonda partecipazione emotiva con cui i ragazzi hanno accolto le immagini e il racconto. Non è stata la semplice visione di un film, ma un incontro ravvicinato con la Storia. Sopravvissuta all'orrore di Auschwitz, Simone Veil ha trasformato il "miracolo" della sua sopravvivenza in una missione di vita, portando il peso di quella memoria drammatica fino ai suoi ultimi giorni senza mai accettare di tacere, perché per la Veil la Memoria è un legame vivo che obbliga all'azione: "La scrittura e la storia sono necessarie, ma la memoria è qualcosa di diverso: è il legame vivente tra le generazioni, è il dolore che si fa testimonianza affinché l'orrore non abbia l'ultima parola."

La sua carriera politica è stata una battaglia incessante contro il sessismo e i pregiudizi.

Ministro della Salute: Ha lottato per la dignità delle donne e per il diritto alla libertà di scelta sull'aborto in una società profondamente maschilista: "Nessuna donna ricorre all'aborto con leggerezza. Basta ascoltarle. È sempre un dramma. Ma la dignità passa per la libertà di scegliere del proprio destino."

Si è battuta contro la detenzione disumana nelle carceri e per il recupero sociale dei detenuti. Per gli emarginati e gli ammalati di AIDS.

Primo Presidente dell'Europarlamento, per lei unico strumento capace di stringere i popoli in un abbraccio che impedisse il ripetersi degli orrori del passato: “La mia rivincita è stata sopravvivere. Ma la mia vera vittoria è stata contribuire a fare in modo che l'Europa diventasse uno spazio di pace”; "L'Unione Europea è stata la mia riconciliazione con il XX secolo. Non si tratta solo di trattati economici, ma di un impegno morale: mai più l'odio tra fratelli.”

L'iniziativa rientra nel progetto "Scuola al Cinema", un'opportunità preziosa di cui i nostri docenti hanno colto l’enorme valenza formativa. Grazie al lavoro di preparazione svolto in classe e ai dibattiti che seguiranno, la visione cinematografica si trasforma in vera attività di educazione alla cittadinanza.

Partecipazione dei ragazzi

I ragazzi sono usciti dalla sala visibilmente segnati dalla statura morale di questa donna, che ha insegnato come la determinazione, la visione, la preparazione, la cultura possano fare la differenza. Dalle prime riflessioni emerse, i ragazzi si sono detti colpiti dalla capacità di Simone Veil di non restare "vittima" del suo passato, ma di trasformare il trauma di Auschwitz in una forza politica senza precedenti. "Vedere Simone Veil combattere in un Parlamento di soli uomini ci ha fatto capire quanto coraggio sia servito per cambiare le leggi e la mentalità," ha commentato uno studente a margine della proiezione.

È proprio questo il miracolo della Memoria: quando la storia di una singola sopravvissuta diventa nuova coscienza collettiva.

Il film si è chiuso con l’immagine della spada che Simone Veil ha ricevuto entrando all'Académie Française nel 2008, su cui sono incisi il suo numero di deportata ad Auschwitz (78651), il motto francese "Liberté, Egalité, Fraternité", quello dell'Unione Europea "Uniti nella diversità", un volto femminile sorridente, due mani intrecciate e dei ramoscelli d'ulivo, simbolo del suo impegno pacifista, femminista ed europeista.

Essere grati a Simone Veil significa, oggi, difendere quei diritti che lei ha conquistato con estremo sacrificio. "Quello che ho vissuto mi ha insegnato che la dignità umana è fragile. Bisogna combattere ogni giorno, contro il sessismo e il pregiudizio, per proteggerla."

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